Earth 2: il mondo virtuale con costi reali

EARTH 2

Scrollando il feed dei più noti social network anche i più distratti utenti avranno sicuramente notato la presenza di contenuti relativi a Earth 2, il nuovo mondo virtuale definito in maniera discordante come “il nuovo Bitcoin”, “la nuova esperienza virtuale collettiva”, ed infine “il miglior investimento senza rischi del web 3.0”. I fondatori di Earth 2 lo definiscono come “l’inizio della futura esistenza virtuale del nostro mondo”. Parole importanti, così come il nome altisonante che ricorda i più importanti film di fantascienza.

Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta!

Ciò che ha reso Earth 2 virale è la possibilità di acquistare lotti di terreno (virtuali) a prezzi stracciati e di rivenderli al miglior offerente. Gli sviluppatori hanno parlato di un sistema che darà la possibilità agli utenti di “vivere” un’esperienza virtuale completa; interagire e relazionarsi gli uni con gli altri, effettuare acquisti e costruire un proprio business.

Lo strumento alla base è estremamente semplice: gli sviluppatori hanno creato una copia digitale del nostro mondo utilizzando la tecnologia di MapBoz (la stessa utilizzata da Google Earth o da Facebook) e hanno diviso la Terra in quadrati di 100m2 (10 x 10 metri) chiamati Tiles. L’innovazione risiede nel fatto che tutti i Tiles saranno edificabili e personalizzabili una volta che il videogioco verrà ufficialmente rilasciato (al momento non è possibile compiere alcuna azione sui lotti posseduti). La base di acquisto è la stessa per ogni Tiles, sia esso posizionato davanti al Vaticano oppure nella completa desolazione del deserto. Ogni terreno è acquistabile tramite crediti, i quali sono convertibili utilizzando denaro vero; al momento il tasso di cambio è 1$ per credito.

Da adesso il discorso si fa più complesso, sebbene il prezzo di ogni Tiles sia di egual valore al momento del lancio del sito, ad oggi è partita una vera e propria corsa all’acquisto dei lotti più “preziosi”, in particolari quelli posti nelle posizioni più vantaggiose o nei paesi più sviluppati. L’acquisto di un Tiles italiano ormai si aggira intorno ai 30$ al lotto, mentre altri localizzati a Times Square a New York City hanno già toccato picchi di 2500$. La domanda sorge spontanea:

Perché il valore di questi lotti ha avuto questa enorme fluttuazione?

La risposta è al contempo semplice e molto complessa. Earth 2 è costruito per generare un guadagno per chi possiede i terreni:

Si può guadagnare tramite la compravendita di terreni;

Si può guadagnare attraverso una Land Income Tax (una tassa sul reddito) che viene calcolata in base al prestigio del terreno posseduto ed alla quantità di vendita di Tiles nella stessa zona;

Si può guadagnare tramite il passaparola; ogni utente ottiene un credito del 5% per ogni altro utente che riesce a far iscrivere all’interno del gioco.

La compravendita di lotti e la tassa sul reddito si prestano gioco forza ad attività spesso poco trasparenti, difatti ogni Tiles acquista più valore tanto più vengono acquistati i lotti adiacenti. È già noto che alcuni gruppi di persone stiano effettuando azioni di Pump and Dump, ovvero si stiano accordando per acquistare grossi lotti in determinate zone per farne crescere il valore, al fine di rivenderli poi a prezzi decuplicati.

Se proviamo a cambiare il nostro punto di vista e a vedere il quadro generale ci accorgiamo che in buona sostanza gli sviluppatori stiano vendendo il nulla. Tutto il progetto si basa sulla possibilità che questo mondo virtuale possa essere la base di un futuro videogioco di cui gli stessi sviluppatori hanno rilasciato pochissime informazioni. Inoltre, sul sito ufficiale di Earth 2, non si trovano riferimenti sulla società che gestisce i fondi, altra grave mancanza che potrebbe portare alla chiusura del sito, in quanto per legge deve essere sempre dichiarato il soggetto che incassa il pagamento. Vi sono talmente tante ombre sul team di sviluppo di questo progetto che lo stesso si è visto costretto, durante le ultime feste natalizie, a dover organizzare, dopo molte pressioni da parte della community, un incontro in live stream semplicemente per provare agli investitori la loro esistenza, cosa che di per sé dà molto a cui pensare sulla serietà del team.

Ma qual è in buona sostanza il motivo di questa potenziale enorme bolla speculativa sorta degli ultimi mesi?

La risposta risiede nei bitcoin, o meglio nel sogno di tanti investitori di poter cavalcare un’onda come quella delle criptovalute sfuggita al tempo e che adesso sta pagando dividendi altissimi a chi ha creduto nel progetto anni fa. Il problema di Earth 2, oltre al fatto che assomigli molto ad un castello per aria, è che mentre i bitcoin hanno segnato una rivoluzione sia per l’idea che soprattutto nella successiva implementazione. Questo progetto, invece, è semplicemente un’idea che si basa su delle fondamenta estremamente labili, che lasciano enormi dubbi sia sulla fattibilità futura che, soprattutto, su quale sia la vera natura di questo fantomatico mondo virtuale.

Se leggendo avete avuto un leggero deja-vu di Second Life state tranquilli, non è un caso. Se invece questo nome non vi dice nulla, purtroppo non avete assistito ad una delle prime e più affascinanti bolle virtuali dell’era di internet.

Sicuramente Earth 2 è un’idea innovativa, che se dovesse rispettare tutte le attese potrebbe cambiare nettamente il paradigma della commistione tra mondo reale e virtuale. Tuttavia, al momento, date le tante ombre che avvolgono il progetto e coloro che ne stanno dietro, sembra essere solamente un articolato e virtuale circo delle pulci.

Articolo a cura di Alessio Chiabotti