Le auto elettriche rappresentano già da tempo il futuro della mobilità. Sono sempre di più le persone che sostituiscono il proprio veicolo a motore termico con uno a motore elettrico, ma non con poche perplessità.

Uno dei maggiori ostacoli per passare all’elettrico è sicuramente la lunga durata del rifornimento, paragonata a quella di un veicolo a combustione. Direttamente collegata a questo c’è la cosiddetta range anxiety, ossia la paura che la propria auto elettrica non riesca ad arrivare alla colonnina di ricarica più vicina e costringere il conducente a rimanere a piedi. Dunque, la domanda che sorge spontanea è perché non accelerare il ciclo di ricarica? Il motivo è che una normale batteria agli ioni di litio con una temperatura inferiore ai 10 gradi Celsius, se sottoposta ad un processo di ricarica rapida, si deteriora molto velocemente: il litio che costituisce il catodo si deposita sull’anodo di grafite riducendo in questo modo la capacità e la sicurezza della batteria.

Per risolvere tale problema, un team di ricercatori della Penn State University ha testato una nuova batteria agli ioni di litio capace di ricaricarsi in appena 10 minuti senza deteriorarsi. Engine Center dell’università, Chao-Yang Wang, spiega che applicando la ricarica rapida ad una batteria portata rapidamente ad una temperatura di 60 gradi Celsius per 10 minuti, per poi raffreddarla altrettanto rapidamente, si eviterebbe la formazione di placche di litio sull’anodo.

In parole povere, la soluzione proposta dal team di ricercatori è una batteria auto-riscaldante che utilizza una lamina in nichel che cattura il calore durante la fase iniziale del ciclo di ricarica, per poi mantenere l’intera batteria “calda” fino al termine processo. Con questo sistema, dopo 2.500 cicli di ricarica, la capacità di ricarica della batteria rimarrebbe del 91% all’originale, pari a circa 800.000 Km di percorrenza!

Questa idea, non essendo particolarmente complessa sotto l’aspetto ingegneristico né tanto meno da quello industriale, può essere rapidamente implementata nella produzione di auto elettriche. In questo modo, il passaggio a veicoli full-electric sarà certamente più facile e, come risultato,  verrebbe significativamente ridotto l’impatto che la nostra mobilità ha sull’ambiente.

Articolo di Lorenzo Arcangeli