AUTOPILOT TESLA: la guida del futuro

Nel campo dell’automotive, l’elettronica sta prendendo un ruolo sempre più rilevante rispetto alle tradizionali componenti meccaniche. Con l’introduzione di centraline sempre più sviluppate, veri e propri computer sono in grado di fornire al conducente tutto l’aiuto possibile nella guida. Il punto di arrivo nell’evoluzione elettronica consiste nella guida autonoma, una funzione opzionale del computer di bordo in grado di ricevere informazioni relative a ciò che circonda la vettura ed elaborarle in modo da generare un tragitto che l’auto percorrerà in Autopilot

Tutte le nuove vetture Tesla presentano di serie un hardware avanzato in grado di offrire sin da ora le funzioni Autopilot e di consentire, in futuro, una guida completamente autonoma tramite aggiornamenti software. 

In dotazione alle vetture vi sono: otto videocamere che forniscono una visibilità a 360° attorno all’auto in un raggio di 250m, dodici sensori a ultrasuoni che completano questo sistema di visione e consentono il rilevamento di oggetti duri e morbidi, a una distanza e con un’accuratezza quasi doppie rispetto al sistema precedente e infine un sistema radar rivolto in avanti, il quale permette di fornire al computer ulteriori dati sull’ambiente circostante utilizzando una specifica lunghezza d’onda che permette di vedere attraverso la pioggia forte, la nebbia, la polvere e persino al di là delle auto precedenti. 

 

 

Per sfruttare a pieno queste componenti ed elaborare una così grande mole di dati, un nuovo computer di bordo, oltre 40 volte più potente di quello della generazione precedente, esegue il nuovo software sviluppato da Tesla basato su reti neurali per l’elaborazione dei segnali visivi, sonar e radar.  Il computer in questione è il HW3: esso monta un chip sviluppato da Tesla e prodotto da Samsung in grado di badare a tutti gli aspetti necessari alla guida autonoma. La società ha dichiarato che questo avrà una potenza computazionale pari a 36 TeraFLOPS, ovvero in grado di eseguire 36 trilioni di operazioni in virgola mobile in un secondo. Questi dati sono sbalorditivi in quanto questo chip promette di essere 21 volte più performante del chip concorrente NVIDIA, usato precedentemente dalla stessa compagnia di Musk.

 

 

L’ Autopilot Tesla può essere attivato in quattro diverse situazioni: 

  • – controllo della velocità nel traffico e selezione dello svincolo
  • – sorpasso con cambio di corsia in autostrada (che inizia con l’accensione dell’indicatore di selezione corsia)
  • – richiamo automatico della vettura (da una distanza massima di 16 metri), come ad esempio, l’estrazione della vettura dal garage
    • – parcheggio automatico

 

La complessità del sistema di ricezione permette al computer d’intervenire istantaneamente oppure, eventualmente, di calcolare diversi tra i possibili scenari futuri. Il software è inoltre in grado d’imparare con l’utilizzo, ogni auto infatti invia i suoi feedback ai server centrali di Tesla, i quali vengono poi elaborati e utilizzati per migliorare ulteriormente la precisione del software di guida attraverso aggiornamenti OTA (Over The Air) che l’auto riceve essendo connessa alla rete. La politica di gestione PLM (Product Lifecycle Management) è alla base dell’aggiornamento del software: in questo modo le vetture possono interagire tra di loro con il server centrale che funge da intermediario, segnalando così eventuali criticità del sistema. Naturalmente l’adozione di sistemi così computerizzati è possibile solo per le vetture elettriche, in cui il voltaggio dei motori è regolato dalla centralina.  

Attualmente la tecnologia che permetterà di condurre la vettura in modo completamente autonomo è in fase di sviluppo. La casa madre fornisce ai clienti tutte le indicazioni per utilizzare la tecnologia nel modo più efficiente e sicuro possibile, tra queste tenere le mani in prossimità del volante e mantenere sempre uno sguardo vigile sulla strada. 

Molti Paesi impongono restrizioni severe sulla guida autonoma per ragioni di sicurezza, pertanto Tesla non è riuscita a mostrare al mondo intero la totale potenzialità del sistema. Inoltre ogni incidente che avviene con l’Autopilot inserito costituisce un serio rallentamento alla diffusione sistematica della tecnologia. 

Una volta che saranno abbattute tutte le barriere (tecniche e legislative), il sistema Autopilot comporterà una svolta radicale nel mondo del trasporto urbano e nella concezione di guida che tuttora abbiamo. Detto ciò è ben nota la consapevolezza che l’Autopilot o più in generale la conduzione di un veicolo senza la supervisione umana rappresenta il futuro della guida.


A cura di A. Capone,  S. Vittoria del VGen Engineering Hub