Un rapporto realizzato dall’Ufficio Research di BNP Paribas Real Estate segnala il mercato del coworking in forte ascesa in Europa nel 2018 con transazioni piuttosto importanti. Il nuovo concept sta guadagnando sempre più terreno a livello mondiale e sta cambiando le abitudini di lavoro di tantissime aziende, non solo startup e PMI, ma anche grandi multinazionali. L’offerta di spazi di coworking è in crescita notevole in tutte le principali città europee e, per questo motivo, il settore immobiliare sta iniziando ad interessarsi in maniera concreta a questo nuovo mercato destinato probabilmente a rivoluzionare completamente la domanda aziendale di spazi di lavoro.

In Europa nel 2018 sono cresciuti in maniera notevole sia il numero di spazi di coworking che la loro dimensione media, a testimonianza della crescente domanda. Andiamo dunque a vedere alcuni numeri. Su tutte le città analizzate (18, tra cui due italiane, Roma e Milano), è stato registrato un andamento in espansione importante. Londra è la città con la concentrazione di spazi più rilevante, con un aumento registrato di ben 180.000 mq di nuovi spazi (+13% sul 2017) e ben 70 nuovi progetti realizzati, principalmente nell’area della City e del West End. Subito dietro si colloca invece Parigi dove sono state registrate lo scorso anno circa 30 transazioni per un incremento totale di 117.000 mq circa. Sorprende poi, dietro alle due città leader, la performance di Varsavia, la quale, trainata dai tanti investimenti di WeWork, ha visto la realizzazione di ben 32 nuovi spazi per un totale di 110.000 mq. In Germania la città più in espansione è Berlino, seguita in ordine da Francoforte e Monaco. Altre città in fase di crescita sono Dublino, Praga e Madrid.

Uno degli spazi di WeWork a Varsavia

A crescere non è soltanto il livello degli spazi disponibili ma anche il deal medio; a Vienna nel 2018 è stato di circa 5.000 mq (+83% sul 2017) e ad Amsterdam di 3.500 mq (+29% sul 2017). Tale risultato è dovuto in larga parte all’attuale presenza di grandi player globali del settore che stanno sostenendo investimenti enormi in tantissime città europee (i.e. WeWork).

Per quanto riguarda l’Italia, Milano ha segnato nel 2018 una performance tendenziale record con 30.365 mq di nuovi spazi, il 449% in più rispetto all’anno precedente. Un po’ in ritardo risulta invece essere Roma, dove, nonostante le numerose nuove aperture, il modello stenta ancora a decollare.

In 7 anni, su scala mondiale, il numero di coworking è passato da 1.000 a 18.000 unità e non accenna a rallentare. Tuttavia, uno dei principali problemi rimane la sostenibilità economica delle aziende che offrono il servizio. Infatti, tutt’oggi, più di un quarto degli spazi in tutto il mondo non risulta redditizio. Si pensi, ad esempio, che l’attuale main player del settore, WeWork, nonostante un fatturato record di 1.5 miliardi messo a segno nel 2018 e continui investimenti in equity, continua ad avere perdite più grandi anno dopo anno (circa 3.5 miliardi totali nel triennio passato). E’ quindi probabilmente necessario un ripensamento dei modelli di business esistenti e un’evoluzione strategica dei player nei prossimi anni, ai fini di rendere gli investimenti in questo settore più redditizi nel lungo periodo.

FONTE: BNP Paribas Real Estate