Crypto discovery è una rubrica dedicata alle criptovalute curata dai membri della startup CIDARO Blockchain in collaborazione con Vgen.

L’obiettivo di questa rubrica è quello di analizzare caratteristiche, analogie e differenze tra le criptovalute che ricoprono un ruolo di maggiore importanza da un punto di vista economico-finanziario, ma soprattutto concettuale ed innovative con nostre considerazioni.

Attraverso l’analisi delle novità introdotte dalle crypto di maggior rilevanza cercheremo di capire come si è evoluta la blockchain nel tempo.
La collaborazione con Vgen, raffigura appieno l’intento comune di essere un punto di riferimento su temi ad alto contenuto innovativo.

Dopo aver introdotto l’utilità della condivisione di informazioni sulla blockchain nell’articolo sull’Enterprise Ethereum Alliance, oggi con Cidaro blockchain parleremo nello specifico della piattaforma Ethereum.

Ethereum

crypto discovery ethereum blockchain

Ethereum è una piattaforma blockchain pubblica open-source rilasciata il 30 luglio 2015 dal suo fondatore Vitalik Buterin.

Nato in Russia nel 1994, nel 2000 si trasferisce in Canada con i genitori. A diciannove anni, Vitalik scriveva su Bitcoin per diversi blog e aveva fondato un sito chiamato “Bitcoin magazine”.
Oltre a trattare questa tematica, scriveva codici per Bitcoin e altre criptovalute, e ciò lo rese consapevole dei limiti e dei problemi che a queste erano associate.

Questa consapevolezza lo spinse, alla fine del 2013, a scrivere il White Paper di Ethereum pensando:
Perché limitarsi ad una moneta per computer? Perché non mettere in piedi un intero universo in cui i computer rispettano dei contratti digitali molto più articolati. Perché invece di un denaro digitale non creare un denaro programmabile?

Ad oggi, Ethereum rappresenta, per capitalizzazione di mercato, la seconda piattaforma blockchain dopo Bitcoin, superando nel Gennaio 2018 i 1250 $.

crypto discovery ethereum capitalizzazione

Perché si parla di piattaforma e non di criptovaluta?

Sarebbe sbagliato e riduttivo definire Ethereum semplicemente una moneta poiché, in questo caso, stiamo parlando di una vera e propria “distributed computing platform”.
I nodi della rete infatti mettono a disposizione la propria potenza computazionale generando un potentissimo computer virtuale, permettendo l’esecuzione di smart contract e dapp (decentralized app).

Questo è un cambiamento molto importante che ha portato Ethereum ad essere definita come la Blockchain 2.0.

Prima di Ethereum ogni nuova idea richiedeva la propria Blockchain e la propria rete di computer. Ciò richiedeva la creazione di una criptovaluta e di una rete di computer che cedevano potenza di calcolo per il funzionamento della rete, inoltre doveva essere specificato lo scopo per il quale la Blockchain veniva creata.
Quindi, un sistema basato su una Blockchain pensata per le transazioni finanziarie non poteva processare transazioni e dati di diversa natura.

Con la nascita di Ethereum tutto ciò diviene possibile, la sua Blockchain può contenere contratti, codici sorgente e altre numerose tipologie di dati.

Ether, il carburante della rete

La potenza di calcolo concessa dai nodi viene pagata dagli utilizzatori tramite l’Ether, la criptovaluta nativa di Ethereum, pensata per il mantenimento e il funzionamento della rete.

Quando uno sviluppatore vuole eseguire un’applicazione (dapp) o uno smart contract compra, in ether, la potenza di calcolo e tale costo è detto GAS.
Dall’ammontare di GAS che indicheremo dipenderà la “quantità” di potenza computazionale richiesta e quindi la velocità con cui effettivamente sarà eseguita l’azione. Questo perché al crescere della complessità del codice necessario per tale azione.

L’Ether oltre alla differente funzione svolta appena descritta, presenta un’altra importante differenza rispetto a Bitcoin, cioè il limite non fissato di moneta emettibile. Il numero massimo di Bitcoin in circolazione sarà di 21 milioni, mentre l’Ether non ha un numero prefissato.

L’emissione di Ether, ad oggi, ha già superato i 100 milioni totali. Il modello permanente di offerta (supply growth model) dovrebbe ridurre il rischio di concentrazione dell’Ether in poche mani dando ad ogni individuo la possibilità nel presente e nel futuro di avere la stessa equa possibilità di acquistare almeno un unità della moneta.

Per evitare il rischio della perdita di valore della moneta all’aumentare dell’offerta nel corso degli anni, è stato adottato un modello di crescita decrescente, ovvero un modello che prevede che il numero di Ether sia illimitato ma che l’offerta di moneta nel tempo sia comunque decrescente.

cripto discovery ethereum ether

Il grafico propone la relazione tra il numero totale di Ether in circolazione (total supply) in blu e il livello di inflazione decrescente nel tempo dato dall’offerta di moneta decrescente nel tempo in rosso

Considerazioni

Quello di Vitalik sembra essere un progetto ancora non totalmente concluso, visti i continui aggiornamenti della rete che vengono effettuati, per ora non ci resta che cercare di comprenderne il più possibile e dargli il merito di aver creato una “blockchain oltre le crypto” (cioè che non servisse come sistema di pagamenti alternativo).

Noi riteniamo che sia necessario per lo sviluppo e l’adozione di massa della blockchain, capire come questa possa essere utilizzata in tanti altri settori oltre quello monetario, ad esempio nei processi aziendali o per innovativi servizi finanziari.

Tabella riassuntiva

cidaro crypto discovery ethereum

– articolo a cura di CIDARO Blockchain
(Startup creata nel 2018 da Francesco Cirulli, Matteo D’andreta e Paolo Rollo.
“Comprendere, applicare e divulgare la Blockchain in contesti pratici oltre il mondo crypto.
Favorire l’innovazione offrendo consulenze ad imprese private e pubbliche sui possibili utilizzi della stessa”)