Il team di VGen ha deciso di scrivere questo articolo, non orientato al proprio target abituale, al fine di poter dare un contributo, per quanto piccolo, all’attuale situazione globale. 

In questi giorni, complici gli incendi che si stanno verificando nella foresta amazzonica, molti si stanno interessando al tema della deforestazione. Qualcuno, però, oltre che postare Instagram Stories e lasciare commenti piccati nei più disparati post su Facebook, forse si starà chiedendo cosa possa fare, di concreto, per dare un contributo al mondo;  è possibile farlo, senza nemmeno doversi impegnare molto, ma cambiando semplicemente una piccolissima abitudine quotidiana: utilizzare un nuovo motore di ricerca.

Ecosia, fondato nel 2009, è un Search Engine (come Google, per intenderci) che ha fatto della riforestazione la propria missione, donando a progetti che hanno questo scopo l’80% dei proventi delle attività pubblicitarie online mentre il 100% delle donazioni che vengono generate dagli acquisti effettuati tramite gli “Ecolinks”, link affiliati che compaiono nelle ricerche e che garantiscono alla piattaforma un cashback pari al 5% dell’acquisto effettuato dall’utente, vengono destinati a progetti umanitari o ambientalisti in base alla volontà della userbase espressa tramite dei sondaggi periodici.

Il loro mantra “stiamo costruendo un internet migliore” può sembrare un po’ troppo altisonante, ma stiamo parlando di una società certificata B-corporation, che pubblica mensilmente i suoi rapporti finanziari per dimostrare che effettivamente stia mantenendo la promessa fatta agli utenti, rispettosa della privacy e con impatto ambientale 0.

Troppo bello per essere vero? Spesso è così, ma pare non stavolta: il giornalista informatico ed esperto debunker Paolo Attivissimo si è occupato del caso ed è “ragionevolmente tranquillo sull’efficacia e l’autenticità dell’iniziativa Ecosia” (qui l’articolo con i dettagli).

Quindi, come si fa a supportare Ecosia? Nulla di più semplice: basta andare sul sito ecosia.org, utilizzare il loro motore di ricerca ed impostarlo come predefinito nel proprio browser; e ricordate: ogni 45 ricerche effettuate avrete dato il contributo necessario a piantare un nuovo albero.

 

Articolo a cura di Federico Nolè