Flair-Atelier, la nuova piattaforma che unisce tecnologia e design per creare abiti unici  

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Ripensare l’esperienza di acquisto per le donne combinando l’esperienza personale di un atelier sartoriale e la facilità di un negozio online con una produzione sostenibile su richiesta e su vasta scala è questa la mission di Flair-Atelier.com, startup di Londra gestita da Marianna Ferro, CEO & founder, che ha lavorato in Italia per un’e-commerce di successo come YOOX e con un passato lavorativo in banca da Unicredit a HSBC e Société Générale.

Con una collezione online disegnata da Dean Thomas, precedentemente designer director a Burberry Woman e affiancata da professionisti del calibro di Michele Fabbro, mago degli effetti speciali di film come Star Wars e Harry Potter, che sta lavorando all’innovativa visualizzazione 3D, e Alessia Camera, esperta di Growth Hacking e autrice di “StartUp Marketing” (2018, Hoepli), Flair Atelier promette di cambiare le regole del gioco nell’e-commerce.

Abbiamo avuto l’opportunità di scoprire quindi come Flair-Atelier cerchi di ripensare l’e-commerce al femminile, non partendo più dalla supply chain, ma creando una demand chain: “Stiamo assistendo a una rivoluzione nell’industria della moda, con i clienti e i loro desideri sempre più’ al centro della value chain” afferma la Ferro, “la personalizzazione è la tendenza chiave della moda in questo momento: i consumatori usano le loro scelte di moda per esprimere il proprio stile, immagine di sé e valori, e le aziende di moda devono adattarsi con cicli produttivi più’ brevi e collezioni più frequenti”. Flair-Atelier è l’antidoto alla standardizzazione della moda e propone un modello sostenibile, spiega meglio Marianna: “I Brand tradizionali, offrono opzioni di personalizzazione limitate e richiedono fino a 16 mesi dalla progettazione alla vendita. La difficoltà di prevedere la domanda di mercato e i trends, unita a processi logistici e di fabbricazione di massa antiquati, si stima che ogni anno più di 2,8 milioni di tonnellate di indumenti venga inviato annualmente alle discariche”.

La soluzione proposta da Flair Atelier e’ basata sulla tecnologia: una piattaforma che unisce la personalizzazione, la vendita e la produzione on-demand elimina gli sprechi e il rischio di invenduto.

“L’impossibilità di trovare un abito da lavoro che rispecchiasse le mie esigenze e che non fosse uguale a tutti gli altri, è ciò che mi ha spinto a fondare Flair Atelier” racconta Marianna “la possibilità di personalizzare il capo in ogni dettaglio, unita alla rapidità di realizzazione (n.d.r. il capo viene consegnato entro due settimane dall’ordine), alla garanzia di ricevere un articolo unico nel suo genere e che vesta alla perfezione, grazie all’essere cucito individualmente per rispecchiare le misure fornite dalla cliente, fa si che il progetto Flair abbia un grande appeal e possa posizionarsi in maniera efficace sul mercato odierno. Questo grazie anche ad un prezzo estremamente competitivo, rispetto all’alternativa sartoriale tradizionale”.

Questa è l’era della donna, ognuna di noi e’ unica e vuole esprimere la propria individualità’ e i propri valori anche attraverso il suo guardaroba. Le nostre clienti target desiderano acquistare in modo mirato, tenendo conto della sostenibilità e dell’etica, comprare meno, ma di migliore qualità.”  Conclude Marianna: “In Italia da qualche mese siamo seguiti da Hephaestus Venture che ci sta dando supporto sia per la raccolta fondi che per sviluppare il nostro network a Milano e espandere il business della nostra azienda. 

 

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