Hyperloop, come funziona il treno supersonico che sbarca in Italia

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Gabriele Gresta, Founder di Hyperloop TT, ha annunciato ufficialmente a Roma il debutto della sua futuristica azienda in Italia. La nuova società si sta già mettendo all’opera per realizzare 6 tratte ad altissima velocità; entro la fine di febbraio, terminata una prima fase di colloqui istituzionali con istituzioni nazionali e locali, inizieranno gli studi di fattibilità che vedranno coinvolte aziende, enti di ricerca, università e grandi aziende. Al momento la società dialoga con Fs, Anas e Trenord e avrà sede istituzionale a Roma, mentre l’operativa a Milano. Gresta ha annunicato che i tempi di realizzazione saranno relativamente brevi e che il modello sarà quello del consorzio: la società porta solamente la tecnologia ma saranno poi i partner locali ad occuparsi della fase operativa e di sviluppo.

Parte quindi ora il toto-tratte per capire quali saranno le 6 linee di cui finora si parla. Al momento le più concrete sembrerebbero la Verona-Trieste e la Milano Malpensa-Milano Cadorna ma si vocifera anche di una possibile linea sottomarina che colleghi Corsica e Sardegna. Tuttavia, pare che ci sarà attenzione anche per buona parte del sud-Italia avendo l’azienda già incontrato i Presidenti delle regioni Puglia, Sicilia e Basilicata.

Ma scopriamo come funziona e a che punto di realizzazione è questa tecnologia fantascientifica.
L’idea, come sappiamo, nasce tra il 2012 e il 2013 da Elon Musk, il quale sognava di trasportare i passeggeri all’interno di un tubo a bassa pressione e per levitazione magnetica, la quale permetterebbe ad un lungo e unico vagone di “scivolare” a velocità elevatissime (circa 1.200 km/h) e senza generare alcun impatto ambientale. Dall’idea visionaria di Musk è poi partita la competizione mondiale alla realizzazione effettiva dei primi Hyperloop. Le aziende coinvolte sono la The Boring Company (azienda dello stesso Musk), la startup Hyperloop Transportation Technologies e la Virgin Hyperloop One, del fondatore di Virgin Richard Branson. Il progetto italiano, come già sottolineato, sarà portato avanti da HTT, società che sembra avere sulle altre un vantaggio competitivo avendo sviluppato un nuovo materiale composito ultraleggero per la realizzazione del treno chiamato Vibranium. Questo materiale, oltre ad essere più leggero e manegevole, ha molta più resistenza dell’acciaio e permette persino di trasmettere informazioni sulla temperatura, la stabilità e l’integrità del veicolo.

Tuttavia, non saranno la HTT o Musk a realizzare il primo Hyperloop di sempre, bensì la Virgin, la quale sta lavorando sulla prima tratta di sempre che collegherà Abu Dhabi a Dubai. Saranno quindi gli Emirati Arabi il primo Paese a poter vantare questa tecnologia: il treno collegherà le due città in 12 minuti (oggi ci vuole un’ora e mezza) alla velocità di 1.200 km/h e sarà alimentato interamente con un sistema solare ed elettromagnetico. Il vagone unico non avrà finestrini ma soltanto schermi digitali e sarà fornito di tutti i comfort possibili. Il sistema municipale dei trasporti di Dubai, che ha collaborato nella realizzazione del progetto, stima che il nuovo sistema trasporterà una media a regime di 3.400 persone ogni ora. I costi saranno inizialmente molto elevati ma scenderanno nel tempo diventando sempre più accessibili. L’Hyperloop di Virgin è già stato presentato nel marzo del 2019 ma è chiaramente ancora in fase di test. La Virgin ha tuttavia sottolineato che sarà tutto pronto per l’edizione 2020 dell’Expò di Dubai, evento che segnerà quindi il lancio degli Hyperloop nel mondo.

Per quanto riguarda invece il progetto di Elon Musk e della sua Boring, l’obiettivo è costruire un Hyperloop sotterraneo che parta da Washington e arrivi fino a Baltimora, Philadelfia e New York, con un tempo di percorrenza totale di 26 minuti.

La HTT sembra dal suo canto molto interessata a sviluppare una rete di distribuzione tecnologica in Europa per differenziarsi dai suoi competitor. In Italia si pensa di utilizzare per lo sviluppo della nuova rete i binari e le strade esistenti, e i corridoi di 20 metri che le ferrovie hanno già in concessione a fianco delle attuali linee.
Non ci resta che aspettare l’inizio dei lavori! Una grande occasione per il Paese per rilanciare le infrastrutture e gli investimenti ad esse connessi.