Su cosa hai lavorato nel 2018?

La Startup è stata fondata nel novembre 2017. Abbiamo una tecnologia esclusiva e brevettata per sterilizzare e certificare l’azoto liquido da usare per qualsiasi applicazione, dal settore medicale a quello alimentare. Nel 2018 abbiamo strutturato la startup, un grande lavoro è stato fatto dal team finanziario e legale per elaborare il Business Plan, favorire i prestiti bancari, preparare i contratti di distribuzione e collaborazione e acquisizione di brevetti e marchi. Il team tecnico ha lavorato al sito web, alla comunicazione sui social ed al restyling dei prodotti per la fecondazione in vitro umana che saranno presentati nel Giugno 2019. Inoltre, l’azienda ha sottoscritto e portato a termine un “engineering agreement” con una società Cinese, la Vitavitro Shenzen, per traslare la tecnologia NTERILIZER in un’applicazione di microfluidica per congelamento di cellule umane. Il prototipo è stato presentato a Luglio 2018 al congresso della società europea di riproduzione umana ed embriologia (ESHRE) di Barcellona. A Novembre 2018 abbiamo preparato fundrising che si è svolto tra il Dicembre 2018 ed il Febbraio 2019 che ci ha portato a raccogliere – tra crowfunding e raccolta offline – 400 mila euro, la valutazione pre-money dell’azienda è stata di 2,5 milioni di euro.

 

Quali sono i vostri piani di espansione verso l’estero?

A giugno 2019 forniremo i nostri prodotti per la fecondazione in vitro ai distributori con i quali abbiamo già sottoscritto gli accordi per 20 nazioni. La presentazione dei prodotti in occasione del congresso europeo di fecondazione di Vienna servirà per contattare altri distributori.  Inoltre, proseguiremo la nostra collaborazione con l’azienda cinese, con la quale stiamo trattando una cessione di licenza di tecnologia, know-how e marchio per alcune applicazioni. Intanto stiamo trattando con le aziende europee che producono gas, con le quali abbiamo già dei preaccordi, per traslare la nostra tecnologia su scala industriale.

 

Perché hai deciso di fondare una startup?

Tra i vari prodotti che avevo sviluppato sulla base dei miei brevetti, la tecnologia per sterilizzare l’azoto era quella più promettente e di cui si aveva un urgente bisogno nel settore della fecondazione umana. La tecnologia è scalabile in quanto applicabile in numerosi settori, con un potenziale enorme (il mercato mondiale dell’azoto è di 15 miliardi di dollari l’anno). Era necessaria un’”execution” perfetta ed ho avuto la fortuna di incontrare dei soci con grandissime competenze, nella progettazione e costruzione di strumenti, nella cura del prodotto, nel settore finanziario e legale. La startup è nata da questo mix: richiesta del mercato, idea, sviluppo e validazione tecnologia, team competente.

 

Chi sono i vostri clienti e perché hanno deciso di usare i vostri prodotti per la sterilizzazione di azoto liquido mediante radiazione ultravioletta?

In questo momento i nostri clienti sono embriologi, ginecologi e cliniche che si occupano di crioconservazione di ovociti ed embrioni umani. L’urgenza è quella di poter certificare che si stanno eliminando i rischi di contaminazione mentre si eseguono le tecniche di congelamento attraverso immersione di cellule in azoto liquido (vitrificazione). Questa tecnica è super efficiente ed oramai indispensabile ma in alcune nazioni è stata vietata perché l’azoto non poteva essere sterilizzato. Ora finalmente noi possiamo risolvere questo problema.

 

Qual è il vostro background professionale che vi ha permesso di mettere sul mercato questa tecnologia?

Sono un embriologo e criobiologo, Key Opinion Leader nel settore della Procreazione Medicalmente Assistita, negli anni ho maturato esperienze di consulenza per multinazionali e per startup. Ho studiato a fondo i meccanismi che portano all’applicazione di una tecnologia innovativa (scrivendo degli articoli su questo in riviste scientifiche). I soci fondatori ed il team aggregato hanno competenze nel settore biomedicale, fluidica, marketing, product managing, finanza e protezione della proprietà intellettuale (alcuni soci hanno già accompagnato la quotazione in borsa di una startup Bolognese)

 

Che consiglio daresti a chi vuole entrare nel settore del BioTech?

Di non improvvisare e di conoscere profondamente il settore specifico nel quale si andrà a sviluppare le principale applicazione della tecnologia. Inoltre, di non focalizzarsi solo sugli aspetti scientifici ma anche su quelli dell’organizzazione societaria. Infine di saper spiegare la propria tecnologia a tutti, anche ai familiari, agli amici o all’uomo della strada… potrebbero essere loro i primi sostenitori del progetto.

 

Come avete avviato la raccolta fondi e quali riscontri avete ottenuto da parte degli Investitori?

Abbiamo pensato fin dall’inizio che la prima raccolta potesse essere fatta mediante un equity crowfunding, per fare questo abbiamo lavorato sodo per curare ogni dettaglio della società e per esser in grado di evidenziare i nostri punti di forza: esclusività dell’idea, expertize, assets e team. La difficoltà più grossa era quella di riuscire a spiegare a tutti la nostra tecnologia. Oggi, dopo una raccolta di successo che ha coinvolto più di 90 investitori, possiamo dire che ci siamo riusciti.

 

Quale pensi sia l’obiettivo di Nterilizer nei prossimi 10 anni?

Per la fine del 2019 entreremo nel mercato della procreazione. Entro la fine del 2020 inizieremo la penetrazione nel mercato industriale della distribuzione azoto (medicale, food and beverage) insieme a partners industriali produttori di gas. Probabilmente fra 10 anni Nterilizer sarà il valore aggiunto di uno dei colossi farmaceutici o della produzione di gas.

 

Pensi sia stato più importante avere un team esperto in fase startup o credi a un subentro in fase scaleup per il successo della vostra azienda?

Ogni momento della vita di una azienda ha bisogno di competenze specifiche. Per esempio, in questo momento io sono il CEO di NTERILIZER ma per la scaleup potrebbero servire competenze e partner diversi, e non avrò remore a fare un passo di lato se sarà funzionale alla crescita dell’azienda.

 

Su cosa ti stai concentrando nel 2019?

Sul mercato. Non è banale per una startup BioTech Italiana con solo un anno di vita.