Il ruolo dell’Italia nella Space Economy

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L’Italia vanta una storia importante nelle attività spaziali. È tra i membri fondatori dell’Agenzia Spaziale Europea, è stata tra le prime nazioni al mondo a lanciare satelliti in orbita, ed oggi è la sesta potenza spaziale a livello internazionale. Oltre 600 imprese sono coinvolte nel settore, per un totale di 7mila addetti, impiegati in grandi imprese, PMI e startup.

La Space Economy è un’opportunità importante per l’Europa e per l’Italia. Gli stati europei possono fare la differenza in questo settore, ma per riuscirci devono collaborare e ragionare d’insieme. Il settore non ha un impatto economico soltanto sulle attività spaziali in quanto tali, ma può giocare un ruolo fondamentale nella riduzione dell’inquinamento e nel risparmio dell’energia, nonché favorire vari settori, dalle telecomunicazioni all’industria farmaceutica fino all’agricoltura di precisione.

L’Italia, che ha ospitato alla Fiera di Roma nel 2019 il New Space Economy Expoforum, punta oggi su scelte strategiche ed innovative, cercando di coinvolgere grandi investimenti per il proprio tessuto PMI e startup.7

Il ruolo delle PMI e delle startup nella Space Economy

Lo sviluppo globale di questo mercato ha destato l’attenzione di numerosi attori finanziari e industriali provenienti dal settore privato, in particolare dalla e-economy. Negli Stati Uniti, personaggi di spicco quali Jeff Bezos, Richard Branson, Elon Musk, Sergey Brin e Larry Page, sono quotidianamente impegnati nel finanziamento di grossi progetti aerospaziali.

L’Italia si scontra con una logica di mercato che è basata sul venture business. Questa realtà di mercato, se da un lato offre maggiore competitività, velocità e minori costi, dall’altro rischia di annientare la competizione in tanti paesi come il nostro che non riescono a reggere il passo di colossi dagli investimenti miliardari. Per questo, per essere più competitiva, l’Italia ha bisogno di un partenariato pubblico-privato che favorisca la crescita e lo sviluppo, limitando la burocrazia.

Numerose sono le PMI italiane negli ultimi anni hanno intrapreso nuove avventure spaziali, come nel caso di Avio, produttore di lanciatori spaziali, e di Forgital, gruppo specializzato nella produzione di anelli forgiati e laminati acquisito da Carlyle Group. Le medie imprese lasciano però largo spazio anche ad emergenti startup e aziende più piccole, più difficili da mappare ma essenziali nel settore.

Gli investimenti

I ricavi nel settore a livello nazionale si aggirano intorno ai 2,2 miliardi di euro all’anno, mentre su scala europea il totale è stimato intorno ai 50 miliardi.

Come si può leggere sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, l’Italia ha definito un Piano Strategico per il 2020 che prevede investimenti per circa 4,7 miliardi di euro, di cui circa il 50% coperto con risorse pubbliche, tra nazionali e regionali. Il Piano, che si articola in 5 linee programmatiche, prevede anche un programma di telecomunicazioni satellitari chiamato Mirror GovSatCom, che ha l’obiettivo di realizzare un sistema di satelliti innovativo con caratteristiche di sicurezza, resilienza e affidabilità.

Per quanto riguarda la dimensione comunitaria, la Commissione europea ha investito, in partnership con la Banca europea per gli Investimenti, ben 200 milioni di euro, utilizzando il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis). Metà di questi fondi andranno a finanziare il nuovo programma Ariane 6, che ha lo scopo di mantenere alto il livello concorrenziale dell’Ue sul mercato dei satelliti. Per quanto riguarda la restante parte, andrà a finanziare fondi di Venture Capital focalizzati sulle tecnologie spaziali, sulla base di un programma denominato InnovFin Space Equity Pilot.

E il primo fondo ad essere stato selezionato dal Feis è proprio italiano: Primo Space, fondo italiano early stage diretto da Gianluca Dettori che investe in tecnologie spaziali. Con un target di 80 milioni di euro (di cui 30 ricevuti dall’Ue), Primo Space sarà tra i primi fondi di trasferimento tecnologico focalizzati solo sulle tecnologie spaziali nella Ue e il primo in Italia.

Impatto del Covid-19 sul settore

La crisi economica globale dovuta al Covid-19 sta già producendo le prime vittime nel settore della Space Economy. È il caso di OneWeb, società che costruisce satelliti in orbita terrestre bassa con una rete di stazioni gateway globali, la quale è stata travolta in pieno dalla crisi e difficilmente riuscirà a superare un periodo di grave crisi come quello che si prospetta.

Per l’Italia, si possono immaginare due scenari post-Covid. Il primo vedrebbe una lenta ripartenza ma con danni non particolarmente rilevanti se non per una serie di attività industriale connesse al settore. L’alternativa pessimistica, invece, propone danni irreversibili al settore con un taglio netto delle risorse pubbliche stanziate dalla politica. Al solito, tutto dipenderà dall’intervento pubblico, soprattutto in un settore di ricerca e sviluppo come questo, che si basa per larga parte su budget nazionali e internazionali.

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