ITER, al via l’assemblaggio per il futuro dell’energia

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

“Ciò che realizziamo oggi, come gruppo, è qualcosa che non è mai stato fatto prima nella storia”. Con queste parole Bernard Bigot, Direttore Generale di ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), ha inaugurato il 26 maggio scorso l’inizio delle operazioni di posizionamento del primo componente del più grande reattore a fusione nucleare sperimentale al mondo. Operazione portata a termine con successo negli scorsi giorni, completando di fatto la prima fase di un progetto che vede coinvolti 35 paesi (UE, Giappone, Stati Uniti, Russia, Cina, India e Corea del Sud) con l’obiettivo di validare e incrementare le attuali conoscenze sulla fisica del plasma e acquisire il know-how necessario allo sviluppo di una successiva generazione di reattori (DEMO) per la produzione di energia elettrica sfruttabile da utenze esterne.

Si tratta del primo reattore a fusione capace di far registrare un bilancio energetico positivo. Un progresso tecnologico tale da permettere la produzione di 500 Megawatt di energia a fronte di 50 Megawatt forniti in input. Con un fattore di guadagno Q = 10, TIER sgretola il precedente “record” del reattore JET (Q = 0,67).

Il primo pezzo installato di questo “piccolo sole” è la base del criostato (per la quale produzione sono stati necessari 10 anni di lavoro), una componente cilindrica di altezza e diametro di 30 metri e 1250 tonnellate di peso. Criostato che risulta essere una delle parti più importanti dell’intera opera in quanto in grado di garantire la superconduttività dei magneti del Tokamak, spazio nel quale risiederanno la camera a vuoto dove avverrà la fusione e dove sarà situato il sistema di magneti e superconduttori necessario al confinamento del plasma.

L’opera situata a Cadarache, nel sud della Francia, dovrebbe entrare in funzione nel 2025, anno nel quale si produrrà il primo plasma che per raggiungere la temperatura di fusione necessaria dovrà riscaldarsi per oltre 10 anni garantendo le prime reazioni utili alla produzione di energia per il 2035.

Finanziato per il 45% dall’Unione Europea il progetto TIER vede l’industria italiana come grande protagonista. Nove dei diciotto magneti superconduttori, necessari per creare il campo magnetico in grado di intrappolare il plasma ad una temperatura di 150 milioni di gradi centigradi, sono infatti prodotti nel nostro paese da Asg Superconductors di La Spezia in collaborazione con ENEA e Cnr, e su commessa del consorzio europeo Fusion for Energy (F4E).

TIER avrà il compito di dimostrare la fattibilità della produzione di energia attraverso la fusione nucleare. Ci troviamo quindi ad osservare una delle opere capaci nel prossimo futuro di rivoluzionare completamente il settore energetico; per poi cambiare il mondo andando ad affiancare alle fonti rinnovabili un importantissimo alleato contro i cambiamenti climatici e le terribili conseguenze di quest’ultimi. Un compagno potenzialmente inesauribile e con una limitata produzione di rifiuti residuali.

Intervista ad Andrea Maria Cosentino: Entrepreneurial Fintechologist

L’intervista della rubrica “VGen Interview” di oggi è con lo special guest Andrea Maria Cosentino, Sales & Business Development in Bloomberg LP, ma è anche docente e mentore in General Assembly e opera in altre tre imprese specializzate in fintech e startup.

Guida al trading online | Part 5: opzioni e certificates

Con questa rubrica di più articoli, a cura di Davide Serafini — studente di Economia e Finanza all’Università di Modena e Reggio Emilia e trader part time in opzioni con interesse per il trading quantitativo e sistematico —  affronteremo passo per passo il mondo del trading online, sfatandone alcuni miti ma allo stesso tempo dando una panoramica interessante da un punto di vista generale.

Intervista a Nicola lotti, Co-founder e CTO di Caligoo

Qualche giorno fa abbiamo avuto l’occasione di intervistare Nicola Lotti, Co-founder e CTO di Caligoo.
Il progetto che illustreremo ha le radici in Italia, più precisamente in provincia di Reggio Emilia, ma nasce, cresce e si sviluppa a Bend nello Stato dell’Oregon (USA).