I primi anni di vita di un’azienda sono quelli in cui il rischio di fallimento è più alto. Attualmente, le probabilità di successo di un nuovo business si attestano ad appena il 10%, percentuale che scoraggerebbe qualsiasi potenziale startupper.

I possibili motivi che portano una neo-impresa al suo insuccesso sono stati riportati in una classifica stilata da Forbes (https://www.forbes.com/sites/niallmccarthy/2017/11/03/the-top-reasons-startups-fail-infographic/). I dati parlano chiaro, sono due le principali cause di fallimento di una startup: al primo posto, con il 42%, troviamo la mancanza di una reale domanda per il bene o servizio offerto, ciò è spesso dovuto a superficiali ricerche di mercato o all’implementazione di scadenti strategie di marketing in fase di lancio. Al secondo posto, con il 29%, l’esaurimento delle risorse finanziarie necessarie per supportare lo sviluppo della compagnia nei primi anni di vita, insieme con la mancanza di know-how degli startupper che, di frequente, investono il già limitato budget in attività superflue e non necessarie.

Per poter far fronte a queste due problematiche, prendendo spunto dal concetto di lean manufacturing di casa Toyota, nel 2008 l’imprenditore e blogger americano Eric Ries crea il “Lean Startup“(E. Ries, “The Lean Startup”. US Crown Business, 2011): metodo mirato ad accorciare i cicli di sviluppo di un prodotto e a verificare la reale fertilità di un nascente business model. Il processo si articola in 3 fasi: l’ideazione, la modifica e la verificaLo step iniziale consiste nel sviluppare un Minimum Viable Product (MVP), ovvero un prodotto che consente di generare il più alto ritorno dalla minor quantità di risorse impiegate, limitando così i costi e i rischi annessi alla sua commercializzazione. Nel secondo step vengono raccolti i feedback dei clienti, i quali saranno analizzati nello step finale e utilizzati per adattare le caratteristiche del prodotto alle necessità del mercato. Il ciclo si ripete di continuo.

Dal 2011, anno in cui il Lean Startup si è diffuso nella Silicon Valley, numerose giovani imprese sono cresciute e diventate, in alcuni casi, leader nei loro rispettivi settori. Uno dei casi studio più famosi riguarda Dropbox e il suo fondatore e attuale CEO Drew Houston che, dopo aver messo in pratica il nuovo metodo, ha velocizzato il processo di aggiornamento del servizio cloud, facendone aumentare esponenzialmente il numero di utenti.

Nonostante il Lean Startup sia stato oggetto di critiche, compagnie affermate del calibro di Facebook e Uber ne hanno confermato l’efficacia, applicandolo nel corso del tempo per testare e sviluppare alcuni dei loro nuovi modelli di business.

 

Articolo a cura di Lorenzo Arcangeli