Con l’avvento della quarta rivoluzione industriale, anche il mondo della finanza è stato travolto da un fenomeno conosciuto come fintech, che ha introdotto nuovi servizi ed ha ampliato la platea degli operatori, riuscendo a distribuire meglio il rischio e riducendo anche il capitale necessario per poter operare.

Anche il settore del credito è stato travolto da questa rivoluzione, con l’introduzione nel mercato di nuovi operatori che si prefiggono l’obiettivo di ridurre i costi di gestione.

Le prime aziende ad entrare in questo mercato sono state le piattaforme di prestito collettivo peer-to-peer lending, o meglio conosciuto come lending-based crowdfunding.

Questo fenomeno consiste nella sottoscrizione di un contratto di debito, quasi sempre online, da parte di finanziatori e prenditori. Tramite tale contratto, i primi forniscono una somma in denaro, e i secondi si impegnano a restituire il capitale maggiorato da un tasso di interesse entro un dato orizzonte temporale.

Altra tipologia di lending-based crowdfunding è quella adottata dalla piattaforma Kickstarter, che permette di poter finanziare il proprio progetto imprenditoriale, non facendosi prestare del denaro, ma proponendo sul mercato il prodotto che si ha intenzione di lanciare. La piattaforma ha lo scopo di far preordinare il prodotto, pagandolo immediatamente, per poi farlo ricevere dopo un lasso di tempo, tipicamente un anno, in cui il proponente avrà il tempo di poter fabbricare il prodotto ideato.

 

Equity Crowdfunding

Come per il capitale di debito, il fintech, ha avuto il suo debutto anche nel settore del capitale di rischio.

Il processo dell’equity crowdfunding si articola tramite il conferimento di somme di denaro, da parte di più persone al fine di finanziare un progetto imprenditoriale, ricevendo in cambio una quota del capitale sociale.

L’introduzione di questo nuovo strumento ha completamente stravolto il settore del venture capital.

Chi avvia una start-up e necessita di capitali per poter sviluppare l’impresa, non potendo dare delle garanzie sufficienti per accedere al mercato bancario o comunque al capitale di debito, è costretto a rivolgersi ad istituzioni intenzionate a partecipare al capitale di rischio.

Prima dell’introduzione di questa tipologia di finanziamento, l’unico modo con cui le start-up potevano avere accesso ai fondi era tramite operatori istituzionali, ovvero i già citati venture capital ed i fondi pubblici, messi a disposizione dai governi per favorire l’imprenditorialità.

Grazie a questo sistema chiunque voglia avviare una nuova attività di impresa, può provare a farsi finanziare da una pluralità di persone ed allo stesso modo, avere un feedback immediato su quanto la sua idea venga apprezzata.

Necessariamente, per aver successo in questo mercato, bisogna riscuotere consenso tra la folla dei partecipanti i quali, essendo tipicamente persone comuni che decidono di impiegare il loro denaro, convalidano indirettamente anche la bontà dell’idea stessa, mettendo in moto una spirale virtuosa; quanta più gente sarà convinta che l’idea imprenditoriale e le doti degli amministratori siano buone, maggior denaro essi riusciranno a raccogliere, avendo di conseguenza, maggiori possibilità di riuscire nell’impresa.

 

Articolo di Giovanni Ciriello