Maschere e fiducia: come iniziare al meglio un lavoro di gruppo

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Spunti e accorgimenti da tenere in considerazione durante la nascita di un lavoro di gruppo.

Saper lavorare in gruppo è una delle skill più richieste dal mondo del lavoro e non solo: pensiamo a tutte le volte che ci siamo trovati a dover affrontare un lavoro di gruppo con persone che non conosciamo durante gli studi o durante i colloqui di lavoro. Questo perché proprio l’interazione tra gli individui costituisce il più grande strumento sia per la produttività in senso stretto del termine, sia per la generazione di creatività e innovazione. Un buon gruppo di lavoro è capace di rendere più economico l’obiettivo che si vuole raggiungere, ma farlo non è semplice. Occorre specificare una cosa: non esiste il gruppo perfetto. O meglio, è veramente raro costituire e progettare un gruppo di lavoro nel quale ogni individuo sia allineato con le regole autoimposte, con l’obiettivo prescelto e con l’attitudine richiesta dalla maggioranza del gruppo. Per esempio, prendendo in considerazione un gruppo di lavoro di 5 persone, non è insolito trovare una persona che venga percepita come minaccia divisiva del gruppo. Questo è un segnale di allarme che sta ad indicare che non si sono progettate accuratamente le basi nel momento iniziale della costituzione del team. Ecco quindi alcuni spunti e suggerimenti che ritengo debbano essere presi in considerazione nel primo momento della costituzione di un gruppo di lavoro.

Gioco delle maschere

Forse l’elemento più importante da tenere sempre in considerazione quando si inizia un lavoro di gruppo sono le maschere che ognuno di noi volutamente indossa. Tipicamente, durante i primi incontri tra individui che devono iniziare a lavorare insieme, quest’ultimi si mostrano non per come sono realmente nella vita di tutti i giorni, ma cercano di mostrarsi in un modo che ritengono sia congeniale con il ruolo che vogliono che gli venga riconosciuto. Più il tempo passa, più i singoli hanno una tensione, insita nell’istinto di sopravvivenza, nel cercare di strappare questa maschera da chi gli sta vicino, oppure la maschera cede inesorabilmente a causa della naturale disattenzione (che non può essere perpetua) della persona che la indossa. Quando questo si manifesta, ed è naturale che accada, la fiducia interpersonale inizia a vacillare. Durante un progetto di gruppo che duri il tempo necessario per assistere alla parziale caduta delle maschere, è necessario impegnarsi a considerare il compagno (o collega) del gruppo per la maschera che ha voluto indossare e non per quello che realmente non ha voluto mostrare. Essere professionali in qualcosa non significa forse essere bravi in ciò che si fa e non per ciò che si è?

Divisione del lavoro

Una volta presa coscienza delle maschere presenti all’interno del gruppo, una delle cose più difficili da gestire è proprio la fiducia interpersonale citata precedentemente. All’inizio ci saranno sempre membri che non sono portati a ritenere che, probabilmente a causa di esperienze pregresse, le persone con cui devono iniziare un lavoro (se non conoscono già la loro attitudine e le loro qualità) è in grado di svolgere compiti di primaria responsabilità. Ma riuscire a costruire un meccanismo di fiducia significa creare le basi affinché un gruppo possa davvero ritenersi tale. Per questa ragione capire bene come dividere i compiti di lavoro è l’attività cruciale per instaurare una relazione di fiducia. Di solito si è portati a gestire questa fase in maniera sbrigativa e la superficialità nella gestione della divisione del lavoro tende a far comparire l’ombra della sfiducia tra i componenti. Immaginate che tramite la divisione del lavoro vi sia stato assegnato un task che pensate di poter svolgere nel miglior modo possibile ma che poi non riuscite a portare a compimento o non riuscite a generare un output della qualità richiesta. La vostra reputazione agli occhi dei compagni cambierà, iniziando a permeare all’interno del team la minaccia della sfiducia e nei casi peggiori un malcontento reciproco. È importante, perciò, dedicare la giusta attenzione e ponderazione quando si assegnano i primi task, magari monitorando tutti i giorni che il lavoro assegnato ad ognuno sia veramente pertinente con l’attitudine e le competenze del destinatario. Per progetti di durata complessiva superiore al mese è altresì fondamentale analizzare quanto un individuo cresca durante il periodo di lavoro piuttosto di quanto quest’ultimo sappia effettivamente fare nel primo istante. Pensate a quanto possa essere importante avere nel gruppo persone disposte a crescere sia in termini di competenze sia in termini di accettazione di task che prima recepivano come estranee. La co-crescita gruppo-individuo riuscirà a far acquisire ad ogni membro la consapevolezza di ciò che realmente è in grado di fare e in quali termini, potendo facilitare l’instaurazione e il mantenimento della fiducia grazie ad una assegnazione dei task più consapevole.

Concludendo, avere consapevolezza di alcune dinamiche che possono scaturire con più o meno intensità durante un lavoro di gruppo e gestirle fin dalla nascita permette a chiunque di facilitare se stesso ma soprattutto ai propri compagni di attivare comportamenti che prendano in considerazione l’importanza delle assegnazioni dei task, della conseguente fiducia che ne deriva e della gestione dei ruoli, intesi quest’ultimi come insieme dei modelli di comportamento attesi, degli obblighi e delle aspettative che convergono su un individuo.

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