L’influencer marketing, ovvero la capacità da parte di chi propone un prodotto o un servizio a diffonderlo servendosi del passaparola di chi è influente (influencer) tra la massa, oggi da molte piccole e medie imprese non è concepito più sui grandi influencer.

Complici la mancanza di genuinità, l’information overload e la scelta dell’influencer sbagliato da parte dell’impresa, ma soprattutto l’engagement rate (tasso di interazione) basso.

L’engagement rate costituisce una variabile determinante nel successo delle campagne di marketing, questo perché sta a rappresentare la creazione di cerchie con interessi e stili condivisi e la generazione di un senso di appartenenza.

Per questo è importante che l’influencer condivida gli stessi interessi della cerchia verso quel determinato prodotto, servizio o marchio, e che non sia scelto unicamente per la sua notorietà, ecco perché si parla sempre più spesso di micro-influencer.

influencer marketing

Chi sono i micro-influencers?

Gli influencers vengono comunemente classificati dalle imprese in base al numero di followers. Esistono diverse classificazioni, con margini di differenza molto bassi. Secondo Influencity gli influencers possono essere suddivisi in:

  • Micro-influencers: tra i 5000 – 25000 followers e con il 4% di engagement rate.
  • Small influencers: tra i 25000 – 100000 followers e con il 2.4% di engagement rate.
  • Big influencers: tra i 250000 – 1 milione di followers e con il 1.8% di engagement rate.
  • Macro-influencers: tra 1 e 7 milioni di followers e con il 1.6% di engagement rate.
  • Celebrity: un influencer con più di 7 milioni di followers e con un engagement rate di 1.6%.

Un micro-influencer per poter essere tale, necessita di un engagement rate molto elevato.

Generalmente, questo è dovuto aa:

  • concentrazione su nicchie di followers (target specifico, determinato e ristretto) e il loro comportamento rispecchia quello della cerchia.
  • godono di assoluta credibilità da parte dei followers perché si presentano onestamente e i loro gusti genericamente riflettono quelli della cerchia appunto.
  • all’interno della cerchia, i vari membri solitamente sono più aperti al dialogo e condividono comportamenti, caratteristiche e shopping habits.

Come possono i micro-influencers aiutare i brands?

L’alto livello di engagement rate dovuto alla familiarità che l’influencer vanta nei confronti dell’audience aiuta a vendere i prodotti.

I micro-influencer raccontano le loro esperienze online, queste possono riguardare sia fatti a loro accaduti che prodotti da loro testati. In un caso o nell’altro, i followers sono pronti ad ascoltarle e lo stesso procedimento avviene quando condividono le loro esperienze con i prodotti.

La ricerca dei micro-influencers

Al giorno d’oggi una buona parte degli utenti social si presta ad attività di influencer marketing.

Tuttavia risulta comunque difficile per le imprese individuare il corretto influencers, il consiglio è di seguire costantemente cosa viene pubblicato dai micro-influencers (commenti, esperienze, vita quotidiana..) per poter scegliere quale è in linea col brand o col prodotto promosso.

Un modo per risparmiare sulle risorse e massimizzare i profitti

Le imprese possono ingaggiare micro-influencers risparmiando denaro e ottenendo un livello di conversione più alto, questo perché, come detto prima, i micro-influencers vantano un audience minore rispetto ad una celebrity, ma hanno un livello di engagement nettamente superiore.

In questo modo, i micro-influencers risultano essere la scelta vincente per le piccole e medie imprese. Difatti, anziché investire in una campagna effettuata su big influencers, celebrities e macro-influencers, le imprese possono concentrarsi su molteplici micro-influencers e anche small-influencers (step successivo).

Scegliendo diverse di queste figure, si può inoltre ottenere una reach maggiore (numero di account a cui è visibile un contenuto), raggiungendo nicchie più definite, così da massimizzare il ROI (ritorno sull’investimento).

Qualora voleste farvi un’idea di cerchia intorno ad una small-influencers (step successivo ai micro-influencers, comunque utili per le piccole e medie imprese), in Italia potete visitare il profilo di Giulia Torelli.

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– articolo a cura di Amanda Rosito.