Fair Value e rischio implicito nella valutazione delle startup

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp

Ogni asset ha un rischio e un valore intrinseco, anche e soprattutto le startup.

Ma  il valore intrinseco, nel mondo startup, non va ricercato in formule matematiche o approcci quantitativi bensì in approcci più discrezionali ed umani, il contatto umano sta davanti anche ai migliori numeri di un bilancio.

Dunque la prima cosa da capire è la situazione della startup, fatti, non parole o promesse; come dice Warren Buffet: bisogna investire solo in ciò che si riesce a capire e quindi, aggiungo io, solo in ciò su cui si riesce ad avere un’opinione. Chiaramente  una volta analizzato il core business e il mercato di riferimento bisogna adottare un approccio critico per valutare a fondo i rischi impliciti. Ma attenzione: le startup prima di tutto sono fatte da persone, non sono prodotti come bond e azioni, dunque con rischio implicito intendo quel rischio nascosto nell’irrazionalità tipicamente umana. Anche il mercato finanziario può essere emotivo, ma non si sono mai viste azioni che hanno emozioni o bond che non seguano un andamento coerente con i  dati macro, tecnici o fondamentali; nelle startup si è visto invece molte volte. In una startup il team può litigare, il programmatore può abbandonare il progetto e farlo fermare, il founder può risultare incapace di relazionarsi cpn gli stakeholder ecc…  Nascono numerose micro dinamiche che caratterizzano i rischi che vanno al di la di indici di redditività e cash flow, per questo bisogna fotografare una startup utilizzando la modalità “panoramica”, includendo anche le nuvole grigie nascoste dietro al sole. Del resto, per arrivare al nuovo giorno si deve passare dalla notte buia. Il secondo tema da affrontare è il grande gap tra osservazione, analisi e realtà quotidiana: le startup vanno vissute, non osservate da lontano. La guerra è bella da lontano, ma è sul campo di battaglia che si vive l’orrore, le idee e il team in situazioni formali, magari dopo una campagna di crowdfunding ben riuscita, appaiono sempre come infallibili. È nella realtà quotidiana che si vedono i problemi o i dettagli che possono far capire tanto, è quando le cose vanno male, quando si lavora sotto stress, che si comprende l’integrità, umana ed economica, di una società, di un team e di un’idea. Chi vive il business in cui investe riesce a capirlo e a valutarlo nel modo migliore possibile, perché tante cose sui pezzi di carta non sono scritte. Se vendo mele ma i miei commessi sono scortesi o le mese di scarsa qualità non è scritto su nessun documento, lo scopro solo vivendo l’esperienza.

Riassumendo: cercare di comprendere a fondo il business è la scelta vincente per identificare con una propria opinione critica i rischi nascosti (o impliciti) e il valore intrinseco dell’idea e del team.

 

Articolo di Riccardo Mazzucato

Guida al trading online | Part 2: le basi per iniziare

Con questa rubrica di più articoli, a cura di Davide Serafini — studente di Economia e Finanza all’Università di Modena e Reggio Emilia e trader part time in opzioni con interesse per il trading quantitativo e sistematico — affronteremo passo per passo il mondo del trading online, sfatandone alcuni miti ma allo stesso tempo dando una panoramica interessante.

Il successo del BTP Italia

Nel primo trimestre dell’anno, le società quotate a Piazza Affari hanno subito un ingente danno di capitalizzazione. 25 società industriali e di servizi del FTSE MIB hanno registrato una riduzione del – 22,4%, che ha apportato perdite fino a 83 miliardi. Ma la scorsa settimana, il boom di acquisti del Btp Italia è stato un simbolo della fiducia nella ripresa del Paese.

Travel Bubbles, i viaggi nel post COVID-19

Nel breve periodo le bolle di viaggio regionali sembrano la soluzione più apprezzata dai governi nazionali. Già annunciata nei paesi baltici, presto questa iniziativa prenderà piede anche in Europa già regolamenta negli scorsi giorni dalla Commissione Europea. Si tratta della libera circolazione dei cittadini tra stati vicini e con situazioni sanitarie controllate e non preoccupanti.

Risorse dello spazio: opportunità e tensioni internazionali

Il 27 gennaio del 1967, due anni prima dello sbarco sulla Luna e in piena guerra fredda, i tre governi degli Stati Uniti, del Regno Unito e dell’Unione Sovietica firmarono l’Outer Space Treaty, un trattato, pensato per durare a lungo, che elimina qualsiasi concetto di sovranità al di fuori della superficie terrestre.