Ogni asset ha un rischio e un valore intrinseco, anche e soprattutto le startup.

Ma  il valore intrinseco, nel mondo startup, non va ricercato in formule matematiche o approcci quantitativi bensì in approcci più discrezionali ed umani, il contatto umano sta davanti anche ai migliori numeri di un bilancio.

Dunque la prima cosa da capire è la situazione della startup, fatti, non parole o promesse; come dice Warren Buffet: bisogna investire solo in ciò che si riesce a capire e quindi, aggiungo io, solo in ciò su cui si riesce ad avere un’opinione. Chiaramente  una volta analizzato il core business e il mercato di riferimento bisogna adottare un approccio critico per valutare a fondo i rischi impliciti. Ma attenzione: le startup prima di tutto sono fatte da persone, non sono prodotti come bond e azioni, dunque con rischio implicito intendo quel rischio nascosto nell’irrazionalità tipicamente umana. Anche il mercato finanziario può essere emotivo, ma non si sono mai viste azioni che hanno emozioni o bond che non seguano un andamento coerente con i  dati macro, tecnici o fondamentali; nelle startup si è visto invece molte volte. In una startup il team può litigare, il programmatore può abbandonare il progetto e farlo fermare, il founder può risultare incapace di relazionarsi cpn gli stakeholder ecc…  Nascono numerose micro dinamiche che caratterizzano i rischi che vanno al di la di indici di redditività e cash flow, per questo bisogna fotografare una startup utilizzando la modalità “panoramica”, includendo anche le nuvole grigie nascoste dietro al sole. Del resto, per arrivare al nuovo giorno si deve passare dalla notte buia. Il secondo tema da affrontare è il grande gap tra osservazione, analisi e realtà quotidiana: le startup vanno vissute, non osservate da lontano. La guerra è bella da lontano, ma è sul campo di battaglia che si vive l’orrore, le idee e il team in situazioni formali, magari dopo una campagna di crowdfunding ben riuscita, appaiono sempre come infallibili. È nella realtà quotidiana che si vedono i problemi o i dettagli che possono far capire tanto, è quando le cose vanno male, quando si lavora sotto stress, che si comprende l’integrità, umana ed economica, di una società, di un team e di un’idea. Chi vive il business in cui investe riesce a capirlo e a valutarlo nel modo migliore possibile, perché tante cose sui pezzi di carta non sono scritte. Se vendo mele ma i miei commessi sono scortesi o le mese di scarsa qualità non è scritto su nessun documento, lo scopro solo vivendo l’esperienza.

Riassumendo: cercare di comprendere a fondo il business è la scelta vincente per identificare con una propria opinione critica i rischi nascosti (o impliciti) e il valore intrinseco dell’idea e del team.

 

Articolo di Riccardo Mazzucato