Il successo del BTP Italia

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Nel primo trimestre dell’anno, le società quotate a Piazza Affari hanno subito un ingente danno di capitalizzazione. 25 società industriali e di servizi del FTSE MIB hanno registrato una riduzione del – 22,4%, che ha apportato perdite fino a 83 miliardi. Ma la scorsa settimana, il boom di acquisti del BTP Italia è stato un simbolo della fiducia nella ripresa del Paese. Il sedicesimo BTP Italia rappresenta la più grande emissione di Buoni del Tesoro Poliennali mai portata a termine dal Ministero dell’Economia dal lancio di questo strumento, che risale al 2012. Durante la crisi del debito sovrano europeo, questi titoli furono istituiti per compensare la fuga degli investitori esteri e puntare su quelli italiani.

Il risultato è impressionante: il volume complessivo del collocamento ha raggiunto infatti 22,297 miliardi di euro. Il titolo, di durata quinquennale e con scadenza fissata al 26 maggio 2025, prevede un rendimento minimo garantito dell’1,40%. Rispetto alle emissioni precedenti questo BTP Italia riconosce, al risparmiatore che lo conserverà fino alla scadenza, un premio fedeltà dell’8 per mille (doppio rispetto ai valori precedenti).

Durante la prima fase del collocamento, dedicata a investitori individuali e affini, sono stati conclusi 383.966 contratti per un controvalore pari a 13,997 miliardi di euro. Banche e asset managers hanno acquistato rispettivamente il 59% ed il 23,7% degli 8,3 miliardi di euro raccolti durante la seconda fase di collocamento, dedicata agli investitori istituzionali. Gli analisti sottolineano che è molto positivo che la domanda per il titolo sia salita di giorno in giorno durante la finestra di acquisto (18-21 maggio) e che la domanda degli investitori al dettaglio fosse estremamente elevata. L’exploit delle piattaforme di trading online ha certamente contributo all’incremento della domanda: nei primi quattro mesi del 2020 le compravendite per conto terzi di strumenti finanziari a Piazza Affari hanno registrato un notevole rialzo (+81%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Nonostante a fine aprile Fitch abbia operato un downgrade al rating del credito italiano, classificandolo appena un gradino sopra il junk status, il record del BTP Italia dimostra che gli stimoli e le comunicazioni della BCE hanno riacceso la fiducia degli investitori. Sia il programma di 750 bilioni di acquisti di bond sia la prospettiva di un Recovery Fund europeo di 800 bilioni, hanno contribuito alla credibilità del credito italiano.

Piazza Affari 

Nel frattempo, i maggiori indici di Borsa Italiana hanno terminato in rialzo l’ultima seduta della settimana, registrando la migliore performance in Europa. La settimana si è aperta con il Dividend Day, giorno in cui 9 big del paniere italiano hanno staccato le cedole e distribuito i dividendi, operazione che ha determinato in avvio un impatto negativo dello 0,86% sull’indice. 

Escludendo questo valore tecnico, Piazza Affari è salita soprattutto grazie al comparto bancario che, dopo essere stato colpito nei giorni scorsi dalla rimozione del divieto sul short selling, è apparso in controtendenza rispetto all‘indice Stoxx di settore europeo (-0,47%). Unicredit (+4,3%) è stata la migliore tra gli istituti di credito. In coda al listino, invece, il comparto della moda con Ferragamo e Moncler che hanno ceduto oltre il 2% sui timori di un nuovo rallentamento delle vendite nel sud est asiatico.

Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund. Il differenziale tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco ha terminato gli scambi sul mercato secondario Mts a 213 punti base.

 

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