DiM 400: l’avanzato simulatore di guida del Politecnico di Milano

Il continuo ed esasperato (ma necessario) sviluppo tecnologico necessita di strumenti sempre più all’avanguardia per mantenere il suo ritmo di crescita esponenziale, strumenti sempre più complessi e di conseguenza costosi. 

Un importante passo in questa direzione, nell’ambito dell’automotive, è stato compiuto dal Politecnico di Milano grazie all’acquisizione di un valore che si rivelerà fondamentale per lo sviluppo di nuove tecnologie concernenti la costruzione di veicoli stradali (almeno finora) sempre più sicuri, ecosostenibili e piacevoli da guidare. 

Si parla di quello che, ad oggi, è il più avanzato simulatore di guida sul mercato, concepito ed ingegnerizzato da VI-grade: il DiM400. 

Questa “console da videogiochi” da 5 milioni di euro è in grado di ricostruire gli scenari di guida più realistici e più diversi tra loro, garantendo per ognuno di questi la più alta fedeltà alla corrispondente esperienza nella “vita reale. 

La necessità di avere a disposizione uno strumento di questa entità è molto semplice: l’attenzione nei dettagli costruttivi e nell’implementazione informatica di questo dispositivo, lo rendono lo strumento più adatto per dare il via ad un vero e proprio processo di transizione nell’ambito della progettazione di veicoli, dai test effettuati nella realtà, alla simulazione. 

Di certo però, trovandoci nel 2020, è lecito pensare che non sia questo il primo strumento di simulazione per la progettazione nell’ambito dell’automotive, ed effettivamente un pensiero del genere oltre ad essere giustificato, è anche più che corretto. Il vero valore aggiunto del DiM400, che lo rende unico rispetto ad ogni altro simulatore sul mercato, è l’interfaccia tra l’utente (colui che si mette al volante del cockpit montato sulla struttura) ed il simulatore stesso. 

L’attenzione maggiore in fase di progettazione da parte di VI-grade, è stata infatti posta proprio sulla ricerca della modalità più efficace di trasmettere la sensazione di guida più realistica possibile all’utilizzatore del DiM400, utilizzando nuovi dispositivi di sollevamento della cabina chiamati “Hexalift, in grado di aumentare la corsa degli attuatori per il movimento in direzione verticale, ed un ingegnoso sistema di movimentazione orizzontale basato sull’utilizzo di funi (non rigide) ad alta resistenza. 

L’utilizzo di questo sistema cablato consente di conferire maggiori accelerazioni alla struttura e di rendere più naturali e fluidi (o dinamici in base alle impostazioni) i movimenti del cockpit al fine ultimo di rendere l’esperienza di simulazione quanto più simile alla realtà. 

Il tutto è chiaramente facilitato da un’immersione a 360° nell’ambiente di guida virtuale comprensivo di simulazione di traffico, segnali stradali, simulazione di pedoni ed altri elementi tipici di uno scenario urbano oppure, all’evenienza, extra-urbano. 

In questo video si può avere riscontro di quanto detto, osservando con particolare attenzione la leggera oscillazione della cabina dovuta all’esecuzione di alcune curve strette (secondo 0.45) al fine di ricreare l’effetto centrifugo dato proprio in fase di curvatura. 

Questa cura nei dettagli permette chiaramente all’utilizzatore di affrontare l’esperienza come se stesse guidando la propria auto, in base alle proprie abitudini e facendo fede alle proprie capacità fisiche tra le quali, in particolare, i riflessi. Quindi, unendo alla soggettività di ognuno nel modo di guidare, impostazioni più tecniche supportate dal dispositivo come il tipo di pneumatici, il tipo di motore, carburante, condizioni ambientali, manto stradale ed infiniti altri parametri, si ha la possibilità di avere, ad esempio, una mappatura completa al 100% sui consumi, oppure effettuare dei test per il potenziamento di sistemi avanzati di assistenza (ADAS) e sulla guida autonoma. 

Gli impieghi di maggior rilievo per questo gioiello che racchiude le migliori competenze nei settori meccanico-elettrico-informatico saranno principalmente, oltre quelli già citati, la pura ricerca relativa alla dinamica del veicolo e lo sviluppo di vetture per la mobilità ecosostenibile sia ad uso civile sia in ottica di una possibile transizione al sustainable motorsport”. 

Il Dim400 sarà senza dubbio un nodo di congiunzione tra il Politecnico ed importanti esponenti nel settore dell’automotive; unendo le possibilità materiali offerte da questa nuova tecnologia alle competenze messe in gioco dalle due parti, il contributo all’innovazione sarà assicurato e di forte impatto. 

A cura di Lorenzo Campioni del VGen Engineering Hub