James Webb Space Telescope: uno sguardo al passato dell’universo

La NASA ha programmato il lancio del JSWT ( James Webb Space Telescope ) per il 31 Ottobre dell’anno corrente. Si tratta del più potente e costoso telescopio spaziale che l’uomo abbia mai creato, con un raggio di osservazione 100 volte più ampio del famosissimo Hubble Space Telescope e un costo di sviluppo che si aggira intorno ai 10 miliardi di dollari. 

Il James Webb è stato sviluppato per osservare la formazione delle prime stelle e galassie dell’universo. Rispetto a Hubble avrà uno specchio primario più ampio ( diametro circa 2.5 volte più grande), che garantirà la possibilità di catturare più luce. Orbiterà intorno al Sole ad una distanza di 1,5 milioni di km dalla terra, nel secondo punto di Lagrange. Quest’orbità permette di mantenere la sua posizione relativa rispetto alla Terra ed al sole, in modo tale che il suo scudo termico possa garantire una temperatura di -233° alla delicata strumentazione a bordo.

 

Il team del JWST con alle spalle un modello 1:1 del telescopio (fonte: nasa.gov).

 

JSWT è inoltre specializzato nello studio delle radiazioni infrarosse. L’universo infatti è in continua espansione, i corpi celesti hanno una velocità relativa di allontanamento rispetto alla terra che cresce con la distanza, e l’effetto Doppler causa il fenomeno del Redshift: la luce emessa come ultravioletta o luce visibile è “shiftata”  verso le lunghezze d’onda del rosso fino alle zone della luce infrarossa. Per studiare questi corpi, il telescopio deve essere ottimizzato per questo tipo di luce. 

Gli obiettivi principali di Webb riguardano lo studio della formazione di galassie, stelle e pianeti nell’universo. Per osservare i corpi celesti più anziani, dobbiamo studiare le zone più distanti nello spazio. Una volta in orbita infatti, il JWST sarà in grado di ottenere informazioni derivanti da zone dell’universo mai esplorate, dalla prima generazione di stelle fino alla miriade di pianeti extrasolari della nostra galassia, alcuni dei quali potrebbero risultare abitabili. La possibilità di esplorare lo spazio profondo rappresenta un vero e proprio viaggio nel passato del nostro Universo.

La radiazione luminosa dalle regioni più remote dell’Universo infatti, impiega miliardi di anni per raggiungerci . Webb studierà corpi celesti ( o per lo meno le radiazioni che hanno emesso ) di 13.6 miliardi di anni fa, cioè dai 100 ai 250 milioni di anni dopo il Big Bang, periodo di formazione delle prime galassie.

Tenetevi liberi per il prossimo Halloween, niente feste in maschera e balli, il lancio di Webb ci terrà incollati allo schermo mentre torniamo un po’ indietro nel tempo! 

A cura di Gianmarco Frangipane del VGen Engineering Hub