Immaginate un mondo in cui la somministrazione fisica dei farmaci cambia radicalmente.

Un mondo in cui per curare un raffreddore, è necessario solamente scaricare un’applicazione sul proprio smartphone. Bene, la nostra civiltà ha iniziato seriamente a credere che ciò sia possibile.

La multinazionale farmaceutica Novartis ha iniziato i test per la gestione digitale di alcune malattie. Nelle terapie digitali il principio attivo non è altro che il software. Tali principi attivi sono ovviamente regolamentati e hanno due vantaggi principali:

  1. Non hanno effetti collaterali dimostrati.
  2. Possono essere somministrati direttamente usando uno smartphone.

Come afferma Luca Finelli, responsabile del gruppo Predictive Analytics & Design all’interno del Global Drug Development di Novartis:

<<La digitalizzazione è la componente più nuova che entra nell’industria farmaceutica, tutte le altre innovazioni sono state più progressive. Novartis è pronta a portare sempre più il digital all’interno dell’azienda>>.

Le terapie digitali sono espressamente indicate solamente per malattie relative alla neurologia e alla riabilitazione fisica. Bisogna fare però molta attenzione. Questi farmaci, prima di poter entrare in commercio, saranno soggetti a sperimentazione clinica e dovranno essere prescritti da un medico.

Parlando più nello specifico del principio attivo (il software), bisogna evidenziare che questo sarà estremamente eterogeneo. Infatti, generalizzando, è possibile dividerlo in due categorie principali: applicazioni per smartphone e videogames. Il software è in grado di supportare attivamente il paziente, fornendo consigli, informazioni e, in caso di necessità, sarà in grado di mettere il malato in contatto con il proprio medico o con pazienti che vivono lo stesso disagio.

L’obiettivo fondamentale è quello di esercitare nella mente del paziente una trasformazione dei propri pensieri negativi e dei propri comportamenti, portando benefici allo stato di salute. Con la digitalizzazione della terapia, il paziente si sente incoraggiato (soprattutto tramite la gamification) e supportato, aspetti fondamentali che riescono ad influire in maniera positiva sull’atteggiamento cognitivo-comportamentale.

Fonte: Corriere Innovazione