TRILLION Dollar Coach: l’uomo dietro il successo di Google, Amazon e Apple

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Il coaching come disciplina e il coach come professionista sono ad oggi due delle figure più “ambigue” nel panorama mondiale; nessuno riesce esattamente a definire cosa fa e chi è. C’è chi dice che sia un motivatore, chi un “Life guru” in grado di farti uscire dalla tua zona di comfort e c’è chi lo affianca alla figura dello psicologo capace di “sbloccarti la mente”. Con la nuova rubrica mensile “Are you Coachable?” di Luciano Ferdinandi, cercheremo di fornire una visione più chiara di questa figura professionale e di smontare numerosi dogmi su questa tematica.

Questo nostro primo appuntamento è dedicato ad uno dei più grandi coach della storia moderna, definito dai suoi coachee (le persone che seguiva come coach) come “il segreto industriale della Silicon Valley” che sappiamo essere il centro nevralgico dell’innovazione del 21° secolo. Il suo nome è Bill Campbell e, proprio in questi giorni, esce in Italia il libro “Trillion Dollar Coach” a lui dedicato da alcuni dei suoi più illustri coachee Eric Schmidt (Presidente del Consiglio di Amministrazione di Google), Jonathan Rosenberg (Consigliere del CEO di Alphabet Inc.) Lerry Page (uno dei fondatori di Google) e Eagle (Direttore esecutivo della comunicazione in Google).

Il colloquio del capo prodotti di Google

È il 2002 e Jonathan Rosenberg, executive manager di spicco, si sta recando nella Silicon Valley per valutare una proposta di lavoro di una startup. Rosenberg si reca negli uffici della società nella convinzione di incontrare due giovani portenti di Stanford in cerca di esperienza manageriale e competenze tecniche.

Entrato in una grande stanza dove si sarebbe svolto il colloquio si imbatte in una faccia sconosciuta, un signore brizzolato sulla cinquantina, non più alto di 1,60 con un cappello di un blu intenso e con una visiera con su scritto “Bill”. Il personaggio gli dice: “siediti Jhon”. Rosenberg, spiazzato, si siede e Bill prosegue: “Ho sentito parlare molto bene di te nella Valley caro Jhon, sei una persona brillante e in gamba, un grande professionista. Sappi che a me di queste stronzate non importa un ca**o.” Dopo una breve pausa aggiunse: “Jhon, cosa risponderesti se ti dicessi che tu hai bisogno di un Coach?!” Rosenberg, venendo da un’esperienza consolidata nel suo ambito, rispose che non aveva bisogno di un coach e che lui era lì per portare la sua expertise. Bill rispose ribadendo che del fatto che Rosenberg fosse un grande professionista non gli fregava nulla e terminò la sua frase con una domanda: “are you coachable?”. Dopo di che, si alzò e uscì dalla stanza lasciando Rosenberg solo.

Quest’ultimo, completamente spiazzato dal colloquio, si ricordò di un racconto di alcuni colleghi che gli parlarono di un personaggio che era nel board di Apple: caro amico e coach di Steve Jobs, Eric Schmidt e Bill Gates. La loro arma segreta. Il suo nome era Bill Campbell. Rosenberg balzò dalla sedia per rincorrere la proposta di lavoro di Google che era appena uscita dalla porta, fermò Bill che gli rispose: “Jhon, torna a sedere.” Il resto è storia.

Bill Campbell, l’arma segreta di Jobs, Page e Bezos

Questa storia è una testimonianza raccolta in un’intervista da Jonathan Rosenberg, braccio destro del CEO di Alphabet, durante un tour nella Valley di due coach di fama internazionale che hanno l’obiettivo di raccontare, trasmettere e condividere il coaching. Durante l’intervista, Rosenberg afferma che quel momento è stato uno dei più importanti della sua vita, “in quell’istante e nei 10 minuti dopo nei quali Bill mi ha lasciato solo in quella grande stanza ho capito quanto la mia arroganza mi avesse accecato. Avevo fatto il fenomeno con il coach di quelli che sono i miei capi”. Nella stessa Larry Page afferma: “Bill ha reso possibile Google come oggi la conosciamo”.

Bill Campbell ha sempre sostenuto che chi si sente “arrivato” cessa di imparare. Ed uno studio del novembre 2014 della Harvard Business review sottolinea come i manager insicuri si sentono minacciati dai consigli altrui; al contrario un manager che ha il supporto di un coach è sinonimo di sicurezza del manager stesso.

Articolo a cura di Luciano Ferdinandi