Job Discovery: Data Engineer – Intervista a Carlo, Data Engineer @xTech – BIP

Per la rubrica Job Guide, abbiamo intervistato Carlo, Data Engineer presso xTech – Centro di Eccellenza di BIP.

BIP, nata in Italia nel 2003, è oggi una delle principali società di consulenza che cresce più rapidamente con oltre 3.300 persone in tutto il mondo. Opera in team di consulenti supportati da practice verticali che consentono di nutrire un ambiente in cui ogni disciplina può prosperare.

xTech è altamente specializzata negli ambiti Data & AI, Cloud, Digital Platforms and Solutions, che crea soluzioni end-to-end per supportare le aziende clienti nella trasformazione digitale con un approccio totalmente data-driven.

Carlo, laureato in Environmental Engineering al Politecnico di Milano, dove ha potuto approfondire i suoi studi in gestione delle risorse naturali. Ha conseguito un Master di II livello in Big Data Engineering presso il Cefriel e, dall’inizio del 2019, lavora come Data Engineer presso BIP.

Cos’è il Data Engineering?

Non è facilissimo dare una definizione precisa di data engineering, in quanto questa disciplina copre una notevole varietà di argomenti. Infatti, ogni volta che si ha a che fare con flussi di dati, si potrebbe pensare che il data engineering sia quell’insieme di strumenti, codici, algoritmi e practices che si combinano per garantirne il corretto ed ottimale funzionamento.

Quali sono le attività che svolge tipicamente un Data Engineer?

Un Data Engineer si occupa principalmente di costruire e ottimizzare flussi di dati, potenzialmente su qualsiasi piattaforma e ambiente di sviluppo. Questo include naturalmente diversi step, i quali spaziano dalla raccolta e pulizia dei dati grezzi fino alla messa in produzione dei più sofisticati modelli di machine learning.

Quali sono le competenze che deve avere un Data Engineer? Quali si acquisiscono all’università e quali on-the-job?

Poiché la tecnologia si evolve ad un ritmo frenetico, un Data Engineer deve prima di tutto avere una predisposizione al continuo studio e approfondimento degli strumenti tecnologici a sua disposizione. All’università si possono sicuramente acquisire i concetti di programmazione, che rappresentano il linguaggio su cui si basa tutto il lavoro da svolgere. Tuttavia, ciò che viene richiesto nei progetti è qualcosa che spesso si impara direttamente “sul campo”, sperimentando e adattando le soluzioni alle diverse situazioni che si incontrano.

Come sei diventato Data Engineer? 

Sono diventato Data Engineer grazie al master organizzato da BIP e Cefriel. Non avevo esperienza pregressa relativa a questi argomenti e, spinto da un mix di interesse e curiosità, ho deciso di intraprendere questo percorso perché lo ritengo sicuramente uno degli sbocchi professionali più richiesti al giorno d’oggi e in futuro.

Qual è il progetto più interessante a cui hai lavorato?

Si trattava di un progetto di migrazione dalla piattaforma on-prem del cliente ad un ambiente Cloud. In particolare, mi sono occupato sia dello sviluppo dei POC per valutare come poter migrare due grossi flussi di dati con i nuovi strumenti disponibili sia, successivamente, di come ottimizzarne i modelli di analisi esistenti per il loro utilizzo sulla piattaforma cloud.

Cosa consiglieresti a studenti universitari che vorrebbero intraprendere questa carriera?

Si tratta sicuramente di un’opportunità per ampliare la propria figura professionale con competenze molto trasversali e sempre più richieste nel mondo del lavoro.

 


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