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  • VGen UNDER 30 | Federico Lazzerini tra i re dei Social secondo Forbes

    VGen UNDER 30 | Federico Lazzerini tra i re dei Social secondo Forbes

    Nuovo appuntamento della rubrica VGen Under 30 che da voce ai giovani di successo italiani raccontando le loro esperienze e le loro ambizioni.

    L’intervista di oggi è con Federico Lazzerini, massimo esperto di comunicazione digitale e Founder & CEO di Digitale Marziale, società di marketing e comunicazione operante nel settore social media e digital business. Federico inoltre è entrato nella rosa dei 30 Under 30 più influenti ed autorevoli d’Italia e tra i 100 d’Europa per il 2020 del Magazine americano Forbes.

    Federico Lazzerini, Founder & CEO di Digitale Marziale

    Ciao Federico, ti ringrazio per aver trovato del tempo da dedicarmi per questa intervista, soprattutto in questo momento drammatico. Possiamo dire che sei un esponente di spicco nel mondo della comunicazione digitale. Raccontaci un po’ la tua esperienza sia a livello formativo sia a livello imprenditoriale.

    (FL): Ciao Marco, grazie a te. È sempre un piacere confrontarsi con personalità dinamiche e di valore.

    Il mio percorso nel mondo della comunicazione inizia nel lontano 1997, inconsapevolmente. Già da bambino, ai tempi dell’asilo, sono sempre risultato un creativo, un distruttore dell’esistente in cerca di “nuovo valore”.

    Tuttavia, da bambino essere un tipo fantasioso e curioso non ti aiuta, ma al contrario vieni considerato come il tipico bambino “problematico” a cui piace disegnare e fare casette con le scatole di cartone. Sei “strano” perché non sei come gli altri.

    Negli anni, la mia natura perfezionista e creativa non mi ha di certo aiutato, mi sono trovato spesso ai margini scolastici e sociali, perché “diverso”. Ma non tutto il male vien per nuocere.

    Il mio percorso Imprenditoriale invece è cominciato intorno ai 18 anni: al tempo, nel 2009, erano un’utopia i social per le aziende, così ho iniziato a creare i profili Facebook ad aziende di amici di famiglia. Senza alcuna strategia, senza competenze di marketing. Semplicemente lavorando di creatività.

    Oltre a questo, gestivo due negozi su Ebay, guadagnavo già qualche soldino per mantenermi, la cosa poi, nata per gioco, l’ho abbandonata, per ritrovarla pochi anni dopo.

    Prima di arrivare al mondo dei social media, il mio percorso è stato una violenta montagna russa: ho aperto un negozio di abbigliamento nel 2012 dove ho investito tutti i soldi che avevo e sono arrivato ad indebitarmi per circa 90.000 euro. Successivamente a questo ho fatto diversi lavori da dipendente, ma in nessuno sono durato più di tre mesi: magazziniere, commesso, e cameriere.

    Digitale Marziale è una società di comunicazione con un modello di business innovativo, potresti parlarcene?

    (FL): Digitale Marziale nasce nel Marzo del 2019, quindi poco più di un anno fa, siamo ancora una “baby-company” che ha ancora tutto da dimostrare.

    Ci tengo però a raccontarvi qualcosa di più, prima di scendere nel modello che stiamo sviluppando.

    Fino ad un anno fa ero un consulente social per aziende e celebrity, le cose andava molto bene; ho sempre avuto rapporti di primo livello e una dimensione Internazionale, ma soprattutto non mi ero esposto nella “melma” della formazione.

    Tra i miei clienti c’era un certo Nicola Colonnata. Colonnata è un coach Internazionale, una personalità fuori dal comune per mindset, valori e risultati professionali.

    Il nostro rapporto consulente-cliente è durato però poco meno di un mese, da lì è nata Digitale Marziale, è stato un colpo di fulmine.

    Digitale Marziale, come dicevo prima, nasce per differenziarsi dalla melma della formazione italiana; crediamo solamente nel duro lavoro, nella condivisione di valori, nella perseveranza, nella parola.

    La nostra azienda nasce per aiutare gli imprenditori a crearsi un alter-ego digitale, un’estensione imprenditoriale pronta a guadagnare dalla scalabilità e la potenza dell’online marketing. I nostri eventi sono frequentati non solo da imprenditori, gli stessi portano a studiare da noi i ragazzi del ramo marketing e social. Il segreto mio e dei miei soci è dare libero sfogo alla nostra personalità e far vivere esperienze indimenticabili a chi frequenta i nostri eventi, non crediamo alle “messe”. Siamo ossessionati dalla ricerca, siamo giovani e vincenti. Questi sono tutti motivi per cui vale la pena venire a scoprire il nostro modello innovativo.

    Quanto è importante per te (ed in quale livello) la cultura orientale?

    (FL): Rispetto alla cultura occidentale, mi identifico molto in quella orientale per armonia ed equilibrio, forte senso di intraprendenza e rispetto per il prossimo.  

    Tant’è che il mio corpo è questo che racconta. Ho molti tattoo, il primo, fatto nel lontano 2008 è un ideogramma del Kenji giapponese e significa passione. Sul braccio destro invece ho un dipinto con una Geisha. Meravigliose artiste, eleganti e forti intrattenitrici. Mi hanno sempre affascinato.

    Inoltre, se in occidente il quoziente d’intelligenza è in media 100, tra gli asiatici la media è 106, con una punta di 113 ad Hong Kong.

    Tra gli obiettivi della mia wishlist c’è di imparare il mandarino entro cinque anni. La lingua cinese stimola molte aree del cervello. Un’altra cosa che mi ha fatto innamorare degli orientali è la loro empatia: per leggere le emozioni guardano gli occhi, gli americani la bocca.

    Come sta cambiando il mondo della comunicazione in questo periodo storico?

    (FL): Oggi viviamo in un’epoca iper-comunicativa, siamo invasi dalla pubblicità. Per vincere dobbiamo impattare nell’attenzione dell’utenza e poi coccolarla, gli umani rispondono a segnali emotivi, e non tecnici.

    Storicamente parlando, il “come si faceva prima” non tornerà più. Soprattutto post-apocalisse corona.

    Ogni imprenditore deve utilizzare questi giorni per studiare nuovamente l’azienda e mettere insieme alcune fondamenta per ripartire: dal posizionamento, al marketing operativo, alla lead generation sino alla lead conversion.

    Si dice che per iniziare a promuoversi online sia necessario focalizzarsi solo su un social media, come commenti questa affermazione?

    (FL): Oggi l’identità online rappresenta un indicatore di salute aziendale, per il pubblico è soprattutto più concreta e di riferimento di quella “fisica”, per questo trovo necessario e fondamentale spingere su una piattaforma, ma poi è bene essere omnichannel, ovviamente in maniera nativa; su LinkedIn meglio che non posti la foto al mare (ride).

    Ad esempio, di LinkedIn cosa ne pensi?

    (FL): Ti avviso che la mia risposta non sarà politicamente corretta. In quanto a ramificazione marketing lo trovo un social un po’ ipocrita, una piattaforma molto frequentata da nerd-marketer, e pseudo “esperti” di agenzie di comunicazione. Tuttavia, trovo Linkedin ottimo per lavorare in organico, penso ci sarà prateria ancora per almeno 12-15 mesi.

    Al momento, personalmente, lo utilizzo poco e niente, anche se nei report vedo visualizzano il mio profilo aziende pesanti.

    Sto vivendo di rendita, quanto prima devo iniziare ad espormi anch’io, e spegnere qualche pappagallo.

    Quali sono i consigli che daresti ad una startup per promuoversi online?

    (FL): Il consiglio più importante è l’iper-focus, più un brand è focalizzato, più l’azienda cresce e produce ricchezza.

    Generalmente una su dieci è la startup che può arrivare agli occhi delle corporate. Viene scontato ma anche la perseveranza è un plus-valore nel motore di ogni startupper, vedo molti che già il primo anno mollano tutto.

    Tra i miei studenti privati invece ho dei Ceo di startup che sono in crisi perché hanno troppi clienti da gestire e l’azienda non è cresciuta abbastanza in fretta, tanto per dire.

    Bisogna essere anche veloci nei processi e attenti nella fase manageriale. Per questo in azienda ho un fidato socio che cura tutto questo; Andrea Del Gratta.

    Cosa vorresti dire a tutti gli studenti che vogliono intraprendere una carriera nel social media marketing?

    (FL): Di non aver paura del giudizio: il ruolo di “esperto” online è quasi dequalificante a livello sociale. Per molti è il “mestiere di chi non ha un lavoro vero”. In realtà è una professione di assoluto prestigio e per persone con qualità superiori alla media come è nei paesi di tradizione anglofona. Ma per fortuna, nel post-covid, il nuovo mondo parlerà solo la lingua digitale. Dispiace che è servita questa tragedia, ma si sa, serviva qualcosa di devastante per sancire la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra.

    Oltre a questo consiglio, mi sento di consigliare di centrarsi:

    i settori più ricercati sono il Copywriter strategico (noi in azienda gli diamo anche 50.000 euro l’anno) o l’advertiser, quest’ultimo può guadagnare forse il doppio.

    Ma servono anni, non credete alle “favole” dell’online marketing, al corso magico, questa professione è un percorso, non un corso. Ogni giorno io dedico circa 1h30’ della mia giornata allo studio degli aggiornamenti, le informazioni apprese 6 mesi fa sono già vecchie.

     

     

     

     

     

  • STEP: quando il customer-focus detta l’innovazione

    STEP: quando il customer-focus detta l’innovazione

    Trasformazione, efficienza, controllo capillare e customer-obsession. Ecco le fondamenta della strategia di Step, azienda italiana B2B specializzata in soluzioni omnichannel per il mondo retail, con un focus negli ambiti bancario e assicurativo. Step realizza processi di supply (approvvigionamento e logistica), progetti di In-Store (censimenti, allestimenti, autorizzazioni e imposte) e sviluppo di E-Shop dedicati alle community aziendali.

    La Società Tipografica Editoriale Costa – Step, fondata nel 1854, non ha mai perso un’occasione per innovarsi anticipando le sfide poste dal mercato. L’inizio della trasformazione digitale non ha sorpreso il CEO Fabrizio Crespi Morbio che, nel 1993, fece il primo passo avanti con investimenti ed un nuovo stabilimento a Piacenza: un’unica struttura moderna concentra uffici e produzione per gestire in modo efficiente le produzioni su commessa. Già allora emergeva il cuore di una strategia vincente: efficienza per la soddisfazione del cliente. Oggi dall’hub logistico e produttivo di 38mila mq partono 900mila spedizioni annue.

    Con l’aumentare delle sfide poste dal digitale, il ritmo della trasformazione interna è andato crescendo. Oggi il sistema è totalmente innovativo e grazie alla tecnologia della piattaforma proprietaria e-Step, studiata come unico touch point per gli utenti e come garanzia di controllo costante e capillare su tutto il network di banche, agenzie e punti vendita serviti. Cuore pulsante dell’offerta, e-Step, garantisce semplificazione, controllo ed ottimizzazione continua tramite cataloghi, online operations per la gestione di workflow, budget e stock, service management e data analysis accessibili direttamente alle aziende clienti. Step offre così un’unica soluzione per permettere alle direzioni centrali di avere sotto controllo i costi dei loro uffici e, allo stesso tempo, gestire indipendentemente le loro risorse.

    L’adozione del modello Step agevola l’innovazione in svariati ambiti aziendali, offrendo soluzioni ma soprattutto anticipando le necessità: l’offerta include un e-commerce personalizzato per Community in ambito assicurativo, servizi in-store per controllare l’allineamento comunicativo di uffici e punti vendita, modelli di circular economy e di efficientamento dei processi supply chain. Il tutto reso semplice grazie alla piattaforma trasversale. Recentemente, l’acquisizione di Studioform e Studio Costa, specializzate rispettivamente in system integration e calcolo imposte locali, e la partnership con Euronovate, leader nei servizi digital signature, ha introdotto Step in nuovi mercati e ampliato l’offerta per clienti nuovi ed acquisiti.

    Con 40.000 punti retail serviti, 68 milioni di ricavi l’anno e ad un passo dalla quotazione in borsa, Step non teme la disruption del fintech. Le regole del gioco sono cambiate – dice il CEO Crespi in un’intervista a Business Insider Italia – ma Step si propone come partner delle banche tradizionali che si devono concentrare sempre di più sull’offerta di servizi a maggior valore aggiunto. Inoltre, l’ingresso in società dell’Head of Digital Hub Nicolò Romani è un segno della prossima innovazione, per cui sono stati stanziati 3,5 millioni e 10 milioni per le nuove operazioni M&A. Con esperienza pluriennale nel campo della digital transformation internazionale, le sue responsabilità sono l’innovazione e l’acquisizione di startup Fintech e Insurtech.

    Made e cresciuta in Italy, da “vecchia tipografia” a leader in supply chain management ed efficientamento, Step non ha più il volto del 1854, ma ne ha mantenuto il carattere. Un’azienda pronta ad accogliere la dinamicità del business come un’opportunità di rinnovamento ed innovazione, con un unico driver: la soddisfazione del cliente.

     

    Articolo a cura di Francesca Mus

  • Hyperloop, come funziona il treno supersonico che sbarca in Italia

    Hyperloop, come funziona il treno supersonico che sbarca in Italia

    Gabriele Gresta, Founder di Hyperloop TT, ha annunciato ufficialmente a Roma il debutto della sua futuristica azienda in Italia. La nuova società si sta già mettendo all’opera per realizzare 6 tratte ad altissima velocità; entro la fine di febbraio, terminata una prima fase di colloqui istituzionali con istituzioni nazionali e locali, inizieranno gli studi di fattibilità che vedranno coinvolte aziende, enti di ricerca, università e grandi aziende. Al momento la società dialoga con Fs, Anas e Trenord e avrà sede istituzionale a Roma, mentre l’operativa a Milano. Gresta ha annunicato che i tempi di realizzazione saranno relativamente brevi e che il modello sarà quello del consorzio: la società porta solamente la tecnologia ma saranno poi i partner locali ad occuparsi della fase operativa e di sviluppo.

    Parte quindi ora il toto-tratte per capire quali saranno le 6 linee di cui finora si parla. Al momento le più concrete sembrerebbero la Verona-Trieste e la Milano Malpensa-Milano Cadorna ma si vocifera anche di una possibile linea sottomarina che colleghi Corsica e Sardegna. Tuttavia, pare che ci sarà attenzione anche per buona parte del sud-Italia avendo l’azienda già incontrato i Presidenti delle regioni Puglia, Sicilia e Basilicata.

    Ma scopriamo come funziona e a che punto di realizzazione è questa tecnologia fantascientifica.
    L’idea, come sappiamo, nasce tra il 2012 e il 2013 da Elon Musk, il quale sognava di trasportare i passeggeri all’interno di un tubo a bassa pressione e per levitazione magnetica, la quale permetterebbe ad un lungo e unico vagone di “scivolare” a velocità elevatissime (circa 1.200 km/h) e senza generare alcun impatto ambientale. Dall’idea visionaria di Musk è poi partita la competizione mondiale alla realizzazione effettiva dei primi Hyperloop. Le aziende coinvolte sono la The Boring Company (azienda dello stesso Musk), la startup Hyperloop Transportation Technologies e la Virgin Hyperloop One, del fondatore di Virgin Richard Branson. Il progetto italiano, come già sottolineato, sarà portato avanti da HTT, società che sembra avere sulle altre un vantaggio competitivo avendo sviluppato un nuovo materiale composito ultraleggero per la realizzazione del treno chiamato Vibranium. Questo materiale, oltre ad essere più leggero e manegevole, ha molta più resistenza dell’acciaio e permette persino di trasmettere informazioni sulla temperatura, la stabilità e l’integrità del veicolo.

    Tuttavia, non saranno la HTT o Musk a realizzare il primo Hyperloop di sempre, bensì la Virgin, la quale sta lavorando sulla prima tratta di sempre che collegherà Abu Dhabi a Dubai. Saranno quindi gli Emirati Arabi il primo Paese a poter vantare questa tecnologia: il treno collegherà le due città in 12 minuti (oggi ci vuole un’ora e mezza) alla velocità di 1.200 km/h e sarà alimentato interamente con un sistema solare ed elettromagnetico. Il vagone unico non avrà finestrini ma soltanto schermi digitali e sarà fornito di tutti i comfort possibili. Il sistema municipale dei trasporti di Dubai, che ha collaborato nella realizzazione del progetto, stima che il nuovo sistema trasporterà una media a regime di 3.400 persone ogni ora. I costi saranno inizialmente molto elevati ma scenderanno nel tempo diventando sempre più accessibili. L’Hyperloop di Virgin è già stato presentato nel marzo del 2019 ma è chiaramente ancora in fase di test. La Virgin ha tuttavia sottolineato che sarà tutto pronto per l’edizione 2020 dell’Expò di Dubai, evento che segnerà quindi il lancio degli Hyperloop nel mondo.

    Per quanto riguarda invece il progetto di Elon Musk e della sua Boring, l’obiettivo è costruire un Hyperloop sotterraneo che parta da Washington e arrivi fino a Baltimora, Philadelfia e New York, con un tempo di percorrenza totale di 26 minuti.

    La HTT sembra dal suo canto molto interessata a sviluppare una rete di distribuzione tecnologica in Europa per differenziarsi dai suoi competitor. In Italia si pensa di utilizzare per lo sviluppo della nuova rete i binari e le strade esistenti, e i corridoi di 20 metri che le ferrovie hanno già in concessione a fianco delle attuali linee.
    Non ci resta che aspettare l’inizio dei lavori! Una grande occasione per il Paese per rilanciare le infrastrutture e gli investimenti ad esse connessi.

  • INNOVATION GROUND si riafferma con “Italia 2030”: l’innovazione parte dagli studenti

    INNOVATION GROUND si riafferma con “Italia 2030”: l’innovazione parte dagli studenti

    Affermare un nuovo format non è mai semplice, ripeterlo con successo lo è ancora meno. La seconda edizione dell’Innovation Ground di VGen al Talent Garden di Milano in via Calabiana non ha deluso le attese e l’evento si è confermato uno dei più interessanti momenti di contaminazione tra studenti, startup e aziende di tutto il Paese. Numerose le realtà di spessore presenti e gli speaker di eccezione, ma soprattutto numerosi gli studenti, accorsi in massa per conoscere il mondo dell’innovazione in tutte le sue sfaccettature. Come consuetudine, al termine dei panel e della premiazione dello Startup Award, un ampio aperitivo di networking offerto dalla startup You Cook, ha concluso l’evento, creando un contesto di network tra grandi aziende, professionisti e studenti, i quali hanno potuto lasciare i propri CV a diverse aziende partner, tra cui EY, Consulenza e Risorse e 200 Crowd.

    Ma andiamo a vedere come si è svolto il pomeriggio nel TAG di Calabiana.

    La conferenza è stata aperta dalla presentazione del Founder di VGen Riccardo Madrigali, il quale ha presentato la community, gli attuali progetti e la forte vision di avvicinare tutti gli studenti di Italia al mondo dell’innovazione e delle startup. VGen conta oggi oltre 100 studenti attivi in community ed è presente in principalmente 2 città universitarie quali Roma e Milano; gli obiettivi per la fine dell’anno sono raddoppiare entrambi questi numeri, oltre a consolidare il format dell’Innovation Ground a livello nazionale. Il VGen LAB, progetto che mira a favorire l’integrazione tra studenti e startup con le cosiddette challenge, è stato presentato a tutti gli studenti e le startup. Ad oggi ben 3 challenge sono in corso con diverse startup tra le due città di Roma e Milano.

    Successivamente all’intervento di apertura, Gabriele Belfiore, anch’egli Founder di VGen, ha introdotto il primo panel sull’ecosistema startup ricchissimo di ospiti di eccezione: Gianfausto Ferrari (Presidente di Superpartes), Jacopo Mele (Co-founder di Heroes Meet in Maratea e Managing Partner di Your CFO), Andrea Landini (Managing Partner di Gellify), Alessandro Petrich (Open Innovation Manager di LVenture) e David Casalini (Founder di StartupItalia). Tutti gli ospiti hanno sottolineato come l’ecosistema dell’innovazione stia crescendo in Italia e come il biennio 2019-2020 si prospetta fiorente in termini di exit e investimenti da parte di venture capital. È comunque necessario un maggiore dialogo tra tutti gli stakeholder in gioco, senza prescindere dall’università e dagli studenti, i quali dovrebbero giocare un ruolo primario nello sviluppo della ricerca e dell’innovazione.

    Il secondo panel, moderato da Francesco Casarella di Colazione a Wall Street, ha visto la partecipazione di startup e aziende, le quali hanno raccontato le loro esperienze. Giorgio Tinacci, Ceo di Casavo, il 1° instant buyer italiano nell’immobiliare, ha raccontato la sua esperienza di successo con quella che è una delle startup più conosciuta sul panorama italiano, autrice di un round da 7 milioni di euro solo alcuni mesi fa. Divisible Global, gruppo di aziende con lo scopo di implementare l’IA all’interno delle decisioni aziendali, strategiche e amministrative, è stata presentata dal suo Ceo Michele Grazioli, mentre EcoSteer, software di IoT che permette di misurare l’utilizzo delle risorse in processi di business è stata presentata dalla sua Ceo Elena Pasquali. BeCreatives e la sua storia di successo e creatività nel digitale è stata presentata da Alberto Abruzzo, CIO & Co-Founder e, in chiusura, Marta Basso di Millennial Warriors, ha fatto alcuni cenni sull’importanza della comunicazione.

    Il terzo e ultimo panel, introdotto da Luca Carlomagno, Head di VGen Milano, ha affrontato il tema della DLT, cercando di approfondire gli aspetti tecnici rilevanti e le possibili applicazioni e andando dunque al di là di tutto ciò che è l’hype generale attorno a questi strumenti. Gli interessanti contributi sono arrivati da mondi diversi ma solo apparentemente lontani sulla tematica: Mattia Valdinoci e Valentina Lattanzi dello studio Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners, l’avvocato Alessandro Negri Della Torre e Matteo Masserdotti, Ceo & Founder di 200 Crowd, portale di equity crowdfunding.

    Alessandro Astore di VGen Milano ha chiuso la conferenza con la premiazione del VGen Startup Award, il primo contest di VGen che premia la migliore startup del network. Il 1° posto è andato ad Emotiva, un software di IA che analizza le risposte emotive delle persone per predirne i futuri comportamenti di acquisto. Il premio, di un totale di € 4.000, in parte in premi e in parte in servizi, è stato gentilmente offerto dai principali sponsor dell’iniziativa: Capital Venture Consulting, Consulenza e Risorse, EY, Your CFO, Your Digital, 200 Crowd, Heroes Meet in Maratea e Campus Party.

    Affermare un nuovo format non è mai semplice, ripeterlo con successo lo è ancora meno. La seconda edizione dell’Innovation Ground di VGen al Talent Garden di Milano in via Calabiana non ha deluso le attese e l’evento si è confermato uno dei più interessanti momenti di contaminazione tra studenti, startup e aziende di tutto il Paese. Numerose le realtà di spessore presenti e gli speaker di eccezione, ma soprattutto numerosi gli studenti, accorsi in massa per conoscere il mondo dell’innovazione in tutte le sue sfaccettature. Come consuetudine, al termine dei panel e della premiazione dello Startup Award, un ampio aperitivo di networking offerto dalla startup You Cook, ha concluso l’evento, creando un contesto di network tra grandi aziende, professionisti e studenti, i quali hanno potuto lasciare i propri CV a diverse aziende partner, tra cui EY, Consulenza e Risorse e 200 Crowd.

    Ma andiamo a vedere come si è svolto il pomeriggio nel TAG di Calabiana.

    La conferenza è stata aperta dalla presentazione del Founder di VGen Riccardo Madrigali, il quale ha presentato la community, gli attuali progetti e la forte vision di avvicinare tutti gli studenti di Italia al mondo dell’innovazione e delle startup. VGen conta oggi oltre 100 studenti attivi in community ed è presente in principalmente 2 città universitarie quali Roma e Milano; gli obiettivi per la fine dell’anno sono raddoppiare entrambi questi numeri, oltre a consolidare il format dell’Innovation Ground a livello nazionale. Il VGen LAB, progetto che mira a favorire l’integrazione tra studenti e startup con le cosiddette challenge, è stato presentato a tutti gli studenti e le startup. Ad oggi ben 3 challenge sono in corso con diverse startup tra le due città di Roma e Milano.

    Successivamente all’intervento di apertura, Gabriele Belfiore, anch’egli Founder di VGen, ha introdotto il primo panel sull’ecosistema startup ricchissimo di ospiti di eccezione: Gianfausto Ferrari (Presidente di Superpartes), Jacopo Mele (Co-founder di Heroes Meet in Maratea e Managing Partner di Your CFO), Andrea Landini (Managing Partner di Gellify), Alessandro Petrich (Open Innovation Manager di LVenture) e David Casalini (Founder di StartupItalia). Tutti gli ospiti hanno sottolineato come l’ecosistema dell’innovazione stia crescendo in Italia e come il biennio 2019-2020 si prospetta fiorente in termini di exit e investimenti da parte di venture capital. È comunque necessario un maggiore dialogo tra tutti gli stakeholder in gioco, senza prescindere dall’università e dagli studenti, i quali dovrebbero giocare un ruolo primario nello sviluppo della ricerca e dell’innovazione.

    Il secondo panel, moderato da Francesco Casarella di Colazione a Wall Street, ha visto la partecipazione di startup e aziende, le quali hanno raccontato le loro esperienze. Giorgio Tinacci, Ceo di Casavo, il 1° instant buyer italiano nell’immobiliare, ha raccontato la sua esperienza di successo con quella che è una delle startup più conosciuta sul panorama italiano, autrice di un round da 7 milioni di euro solo alcuni mesi fa. Divisible Global, gruppo di aziende con lo scopo di implementare l’IA all’interno delle decisioni aziendali, strategiche e amministrative, è stata presentata dal suo Ceo Michele Grazioli, mentre EcoSteer, software di IoT che permette di misurare l’utilizzo delle risorse in processi di business è stata presentata dalla sua Ceo Elena Pasquali. BeCreatives e la sua storia di successo e creatività nel digitale è stata presentata da Alberto Abruzzo, CIO & Co-Founder e, in chiusura, Marta Basso di Millennial Warriors, ha fatto alcuni cenni sull’importanza della comunicazione.

    Il terzo e ultimo panel, introdotto da Luca Carlomagno, Head di VGen Milano, ha affrontato il tema della DLT, cercando di approfondire gli aspetti tecnici rilevanti e le possibili applicazioni e andando dunque al di là di tutto ciò che è l’hype generale attorno a questi strumenti. Gli interessanti contributi sono arrivati da mondi diversi ma solo apparentemente lontani sulla tematica: Mattia Valdinoci e Valentina Lattanzi dello studio Gattai, Minoli, Agostinelli & Partners, l’avvocato Alessandro Negri Della Torre e Matteo Masserdotti, Ceo & Founder di 200 Crowd, portale di equity crowdfunding.

    Alessandro Astore di VGen Milano ha chiuso la conferenza con la premiazione del VGen Startup Award, il primo contest di VGen che premia la migliore startup del network. Il 1° posto è andato ad Emotiva, un software di IA che analizza le risposte emotive delle persone per predirne i futuri comportamenti di acquisto. Il premio, di un totale di € 4.000, in parte in premi e in parte in servizi, è stato gentilmente offerto dai principali sponsor dell’iniziativa: Capital Venture Consulting, Consulenza e Risorse, EY, Your CFO, Your Digital, 200 Crowd, Heroes Meet in Maratea e Campus Party.

    Il ricchissimo aperitivo finale ricco di entusiasmo e soddisfazione ha permesso a tanti millennials di interagire e confrontarsi, ma soprattutto di conoscere le esperienze di successo di tanti imprenditori e manager nel mondo dell’innovazione. In un’area dedicata, i giovani blogger di VGen hanno intervistato tutti i protagonisti della giornata e nelle prossime settimane tutti i contenuti verranno pubblicati su tutti i principali canali della community.

    VGen sta diffondendo il mondo dell’innovazione in tutte le università e tra tutti gli studenti, segnando un cambio di paradigma importante tra i millennials.

    Dal Talent Garden è tutto! Next step? Si torna a Roma!

    Il ricchissimo aperitivo finale ricco di entusiasmo e soddisfazione ha permesso a tanti millennials di interagire e confrontarsi, ma soprattutto di conoscere le esperienze di successo di tanti imprenditori e manager nel mondo dell’innovazione. In un’area dedicata, i giovani blogger di VGen hanno intervistato tutti i protagonisti della giornata e nelle prossime settimane tutti i contenuti verranno pubblicati su tutti i principali canali della community.

    VGen sta diffondendo il mondo dell’innovazione in tutte le università e tra tutti gli studenti, segnando un cambio di paradigma importante tra i millennials.

    Dal Talent Garden è tutto! Next step? Si torna a Roma!

    Le foto dell’evento:

     

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