Job Discovery: Cloud Data Engineer | Intervista a Demis Serafini di xTech

Per la rubrica Job Discovery, abbiamo intervistato Demis Serafini, Data Analyst presso xTech, la Practice di BIP sulle tecnologie esponenziali Cloud, Data, AI, 5G e IOT, e studente del Master di II livello in Cloud Data Engineering organizzato e co-progettato da BIP e Cefriel ed ufficialmente riconosciuto dal Politecnico di Milano.

 

Chi è e cosa fa il Cloud Data Engineer? 

Come lo stesso job title suggerisce, un Cloud Data Engineer è una figura ibrida e polivalente, il cui perimetro d’azione spazia dalla creazione e/o manutenzione di flussi dati all’utilizzo del Cloud come ambiente di sviluppo privilegiato. In questa polivalenza richiesta ad un Cloud Data Engineer rientra anche la capacità di saper recepire le esigenze di altri professionisti, ad esempio i Data Scientists, i quali definiscono specifici requisiti sul dato in modo che sia funzionale ad algoritmi di ML & Advanced Analytics.


Come sei diventato Cloud Data Engineer?

La mia esperienza è abbastanza rappresentativa di un fatto: l’estrazione di un Cloud Data Engineer è ormai ampiamente eterogenea e sempre più ricca di contaminazioni di vario tipo. Io ad esempio provengo da un percorso accademico in Fisica Teorica che, complice la presenza di un gruppo di ricerca in ambito Big Data nel mio dipartimento, mi ha avvicinato a questo mondo in occasione del progetto di tesi magistrale. Soddisfatto e incuriosito da questa esperienza, ho deciso di cogliere l’occasione offerta da BIP e Cefriel per continuare a specializzarmi. I driver che hanno guidato la mia scelta sono stati principalmente due: da un lato, visto il ruolo sempre più cruciale dei nuovi “esperti del dato”, la consapevolezza di fare un investimento lungimirante; dall’altro, la sfida di continuare a risolvere problemi, ma farlo in un contesto nuovo e attraverso delle tecnologie che sto tuttora approfondendo.


Quali sono le attività che svolge tipicamente un Cloud Data Engineer?

La figura di un Cloud Data Engineer è così eclettica che è piuttosto complicato individuare una giornata tipo. Di solito si è in balia della necessità del momento ma, volendo trovare un denominatore comune, potremmo dire che l’attività tipica consiste nel monitoraggio di flussi dati preesistenti o nella creazione di nuovi tramite una combinazione di strumenti, codici, algoritmi e practices che possono avvalersi di risorse Cloud.


Quali sono le competenze che deve avere un Cloud Data Engineer, quali si acquisiscono all’università e quali on-the-job?

Credo che la mia risposta a questa domanda possa prendersi come un incoraggiamento per tutti coloro che, temendo di avere un background non propriamente affine al Cloud Data Engineering, finiscono per ritenersi inadeguati in partenza. In realtà la mia esperienza mi ha insegnato che non esiste uno starter-pack univocamente vincente; occorre piuttosto entrare nell’ottica che gli studi del passato, anche se non strettamente correlati a ciò che uno si aspetta di dover sapere, possono essere sfruttati proficuamente. Poi, grazie alla formazione teorica fornita da Cefriel tramite il Master di II livello in Cloud Data Engineering, all’esperienza on the job e al processo di studio inesausto in cui tutti noi siamo coinvolti, abbiamo la possibilità di divenire Cloud Data Engineer. Sempre ammesso che arrivi davvero quel momento della vita in cui qualcuno possa definirsi come tale.


Qual è il progetto più interessante a cui hai lavorato?

Il progetto più interessante cui ho preso parte riguardava l’ideazione e industrializzazione di una data pipeline che fosse in grado di i) automatizzare su base quotidiana l’aggregazione e il processamento di dati raw, ii) fornire il dato lavorato in input a modelli di Machine Learning e iii) esporre gli output finali in un ambiente di data visualization per la fruizione degli stakeholders finali. Si è trattato di un processo end-to-end in cui ho potuto apprezzare per la prima volta la pluralità degli step richiesti per l’ingegnerizzazione del dato in ambito Cloud.


Cosa consiglieresti ai giovani e studenti universitari che vorrebbero intraprendere questa carriera?

Siate il più possibile consapevoli della vasta gamma di opportunità cui potete accedere, in modo da orientare al meglio la vostra scelta. Partecipate a corsi di orientamento per neo-laureati e parlate con professionisti che hanno già affrontato le vostre stesse difficoltà. Io ad esempio ho creduto a lungo che fare ricerca fosse l’inevitabile prosieguo del mio percorso, poiché non vedevo come poter valorizzare diversamente il mio know-how. La verità però è che, non sapendo quali fossero le alternative, mi ero convinto che l’unica realtà che conoscevo fosse anche l’unica possibile. L’opportunità offerta da BIP e Cefriel vi immerge in una di queste possibilità e vi insegna ad apprezzare la fluidità di un profilo in continua evoluzione.

Se anche a te piacerebbe fare un percorso di carriera simile a quello di Demis, iscriviti al Master di II livello in Cloud Data Engineering organizzato da BIP e Cefriel e riconosciuto dal Politecnico di Milano.
Il costo del Master è interamente coperto da BIP e, una volta iscritto, sarai immediatamente assunto da BIP con contratto di Apprendistato in Alta Formazione della durata di due anni.

 

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