Tag: tecnologia

  • Women in Finance | Live Webinar

    Women in Finance | Live Webinar

    LIVE WEBINAR

    Women in Finance

    L’evento che affronta il tema della parità di genere nel mondo della finanza

    14 APRILE ORE 17:30

    Un confronto sulle opportunità e le sfide per ridurre il gender gap nel settore della finanza

    IL TEMA:

    Il termine FinGap si riferisce al divario di genere presente, ormai in maniera sistematica, nel settore finanziario. Infatti, non solo le donne sono sottorappresentate ai vertici degli istituti bancari, nei consigli esecutivi ed in quelli di amministrazione, ma sono anche molto meno formate in termini di educazione finanzaria. Come arginare questo gap di genere? E quali sono le opportunità e le sfide per le donne che vogliono farsi spazio nel settore della finanza?
     

     

    LE SPEAKERS:

    Tatiana Ancona       Financial Partner presso Azimut Capital Management SGR S.p.A.
    Dopo un’esperienza bancaria ventennale, si avvicina al mondo della consulenza finanziaria per una esigenza di crescita professionale e di ricerca di  libertà d’azione con i clienti. Ricopre inoltre un incarico manageriale in Azimut di supporto al progetto Millennials per l’Area Triveneto. 

    Elisabetta Sala        Financial Partner presso Azimut Capital Management SGR S.p.A.
    Lavora a Milano nel mondo della consulenza finanziaria da 6 anni, è una professionista certificata EFPA. Attualmente ricopre una carica istituzionale nel Comitato Nazionale di ANASF giovani ed è consigliere nel Comitato territoriale della Lombardia. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Economia e Finanza a Roma.

    Eleonora Morelli      Head of Politics & Lobbying @WiBF
    Laureata in Scienze Bancarie, Finanziarie ed Assicurative presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, si avvicina al mondo del fintech, dove attualmente lavora, durante gli studi universitari. Durante l’esperienza universitaria, entra a far parte di Women in Business and Finance, in cui si occupa di relazioni verso l’ecosistema partner.

    Angelica La Rosa     Talent Acquisition Team Leader @WiBF
    Dopo la laurea in International HR Management, inizia la sua esperienza lavorativa come recruiter in ambito finanziario, dove supporta le attività di selezione e formazione di talenti. Dal 2019 entra a far parte di Women in Business and Finance, in cui si occupa tuttora del recruitment di nuove associate.

     

    Un confronto sulle opportunità e le sfide per ridurre il gender gap nel settore della finanza

    IL TEMA:

    Il termine FinGap si riferisce al divario di genere presente, ormai in maniera sistematica, nel settore finanziario. Infatti, non solo le donne sono sottorappresentate ai vertici degli istituti bancari, nei consigli esecutivi ed in quelli di amministrazione, ma sono anche molto meno formate in termini di educazione finanzaria. Come arginare questo gap di genere? E quali sono le opportunità e le sfide per le donne che vogliono farsi spazio nel settore della finanza?

     

    LE SPEAKERS

    Tatiana Ancona 
    Financial Partner presso Azimut Capital Management SGR S.p.A.

    Dopo un’esperienza bancaria ventennale, si avvicina al mondo della consulenza finanziaria per una esigenza di crescita professionale e di ricerca di  libertà d’azione con i clienti. Ricopre inoltre un incarico manageriale in Azimut di supporto al progetto Millennials per l’Area Triveneto. 

     

    Elisabetta Sala
    Financial Partner presso Azimut Capital Management SGR S.p.A.

    Lavora a Milano nel mondo della consulenza finanziaria da 6 anni, è una professionista certificata EFPA. Attualmente ricopre una carica istituzionale nel Comitato Nazionale di ANASF giovani ed è consigliere nel Comitato territoriale della Lombardia. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Economia e Finanza a Roma.

     

    Eleonora Morelli
    Head of Politics & Lobbying @WiBF

    Laureata in Scienze Bancarie, Finanziarie ed Assicurative presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, si avvicina al mondo del fintech, dove attualmente lavora, durante gli studi universitari. Durante l’esperienza universitaria, entra a far parte di Women in Business and Finance, in cui si occupa di relazioni verso l’ecosistema partner.

     

    Angelica La Rosa
    Talent Acquisition Team Leader @WiBF

    Dopo la laurea in International HR Management, inizia la sua esperienza lavorativa come recruiter in ambito finanziario, dove supporta le attività di selezione e formazione di talenti.
    Dal 2019 entra a far parte di Women in Business and Finance, in cui si occupa tuttora del recruitment di nuove associate.

     

    Durante l’evento potrai:

    CO-ORGANIZZATORI:

    Azimut Holding S.p.A. 
    è una società indipendente, fondata a Milano nel 1988, che si occupa di consulenza e gestione patrimoniale. Dal 2004 è quotata nell’indice FTSE MIB della borsa di Milano ed è presente in 18 paesi nel mondo. Tramite il Progetto MIllennials ed attività come l’Azimut Tlaent Program, si impegna a formare ed accompagnare i giovani consulenti finanziari del domani.

     

     

    Women in Business & Finance (WiBF) 
    è un’associazione di giovani studentesse e professioniste italiane che condividono un forte interesse per l’economia e per la finanza con l’obiettivo di creare un network che permetta alle associate di condividere le proprie conoscenze ed esperienze nel mondo del lavoro, attraverso workshop, talk internazionali e seminari interattivi con donne di successo.


    CO-ORGANIZZATORI:

    Azimut Holding S.p.A. 
    è una società indipendente, fondata a Milano nel 1988, che si occupa di consulenza e gestione patrimoniale. Dal 2004 è quotata nell’indice FTSE MIB della borsa di Milano ed è presente in 18 paesi nel mondo. Tramite il Progetto MIllennials ed attività come l’Azimut Tlaent Program, si impegna a formare ed accompagnare i giovani consulenti finanziari del domani.


    Women in Business & Finance (WiBF) 
    è un’associazione di giovani studentesse e professioniste italiane che condividono un forte interesse per l’economia e per la finanza con l’obiettivo di creare un network che permetta alle associate di condividere le proprie conoscenze ed esperienze nel mondo del lavoro, attraverso workshop, talk internazionali e seminari interattivi con donne di successo.


  • Come realizzare un Talent Program efficace: l’esperienza di Azimut

    Come realizzare un Talent Program efficace: l’esperienza di Azimut

    LIVE WEBINAR

    Mercoledì 21 luglio ore 18.30

    Scopri il funzionamento di un Talent Program

    Attrai e fidelizza i migliori talenti con un programma che combina online e offline

    In questo webinar analizzeremo il funzionamento di un Talent Program, quale strumento di Talent Acquisition ed Employer Branding aziendale, soffermandoci sul case study di successo “Azimut Talent Program insieme ai referenti dell’azienda.

    speaker e agenda

    gallus

    marco gallus

    Responsabile Network Training & Development @Azimut

    alberto baldovin

    Responsabile Progetto Millennials @Azimut

    gabriele belfiore

    Co-founder & COO @VGen

    Gianmarco COmerci

    Head of Business @VGen

    AZIMUT TALENT PROGRAM IN NUMERI

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    ISCRITTI

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    AGENDA

    18:30 – 18:40 | INTRODUZIONE: COME SI È EVOLUTO IL RAPPORTO TRA AZIENDA E GIOVANI TALENTI – Gabriele Belfiore (VGen)

    18:40 – 18:50 | IL TALENT PROGRAM COME STRUMENTO DI TALENT ACQUISITION – Gabriele Belfiore (VGen)

    18:50 – 19:15 | L’ESPERIENZA DI AZIMUT – Marco Gallus e Alberto Baldovin (Azimut)

    19:15 – 19:30 | Q&A

    Moderatore: Gianmarco Comerci

    Le prenotazioni per questo evento sono chiuse!

  • Artificial Intelligence Virtual Internship| Evento finale Accenture

    Artificial Intelligence Virtual Internship| Evento finale Accenture

    LIVE WEBINAR – EVENTO FINALE

    Artificial Intelligence
    Virtual Internship

    Partecipa all’incontro conclusivo con il team di Artificial Intelligence di Accenture dedicato al percorso di Virtual Internship.

    7 LUGLIO ORE 16:00

    Scopri come Accenture ogni giorno applica e lavora con l’Intelligenza Artificiale

    DI COSA SI TRATTA

    L’AI è un aggregato di tecnologie — dal Machine Learning al Natural Language Processing — che permettono alle macchine di percepire, comprendere, agire e imparare.


    PERCHÈ É IMPORTANTE

    L’Artificial Intelligence trasformerà la relazione tra le persone e la tecnologia, potenziando la nostra creatività e abilità.


    A COSA PORTERÀ
     

    Il futuro dell’AI annuncia una nuova era di disruption e produttività, dove l’ingegno umano è amplificato dalla velocità e precisione delle macchine.

    Durante l’evento potrai

    Compila il form e prenota ora il tuo posto per il Webinar

  • Lavorare in Artificial Intelligence | Incontra Accenture

    Lavorare in Artificial Intelligence | Incontra Accenture

    LIVE WEBINAR

    Lavorare in Artificial Intelligence

    Incontra Accenture

    11 MAGGIO ORE 18:00

    Scopri come Accenture ogni giorno applica e lavora con l’Intelligenza Artificiale

    DI COSA SI TRATTA

    L’AI è un aggregato di tecnologie — dal Machine Learning al Natural Language Processing — che permettono alle macchine di percepire, comprendere, agire e imparare.


    PERCHÈ É IMPORTANTE

    L’Artificial Intelligence trasformerà la relazione tra le persone e la tecnologia, potenziando la nostra creatività e abilità.


    A COSA PORTERÀ
     

    Il futuro dell’AI annuncia una nuova era di disruption e produttività, dove l’ingegno umano è amplificato dalla velocità e precisione delle macchine.

    agenda

    18:00 – 18:05 | INTRODUZIONE ELL’EVENTO

    18:05 – 18:15 | INTRODUZIONE AI PERCORSI LAVORATIVI IN ACCENTURE  

    18:20 – 18:30 | LAVORARE IN ARTIFICIAL INTELLIGENCE

    18:30 – 18:40 | FOCUS SULLA VIRTUAL INTERNSHIP IN AI 

    18:40 – 19:00 | SESSIONE Q&A

    Le prenotazioni per questo evento sono chiuse!

  • Sospensioni attive: tradizione ed innovazione

    Sospensioni attive: tradizione ed innovazione

    Le innovazioni meccaniche ad alte prestazioni introdotte nel settore dell’automotive di alta fascia sono sempre di più da considerarsi come importanti eredità delle intense attività di ricerca e sviluppo sostenute nel campo della Formula 1. 

    Una di queste tecnologie che di recente è stata integrata nell’ambito della progettazione e produzione di automobili commerciali è quella delle sospensioni attive. Oltre a migliorare sensibilmente il comfort dell’esperienza di guida, questi organi meccanici forniscono anche un importante contributo alla sicurezza di coloro che si trovano a bordo di una vettura che ne è provvista. 

    Prima di entrare nel dettaglio, è opportuno specificare con precisione cosa si intende con sospensioni attive, indicando quali sono i componenti meccanici che le rendono differenti (per certi aspetti opposte) dalle sospensioni passive

    La sospensione più diffusa e largamente impiegata nel settore dell’automotive è senza dubbio quella passiva, grazie alla quale il trasferimento del moto relativo tra manto stradale e cockpit della vettura è modellizzabile attraverso un classico sistema Massa (M) – Molla (K) – Smorzatore (r). L’attributo “passivo” è dovuto all’assenza di componenti in grado di compiere lavoro attivamente ma solo di assorbirlo nel caso della molla e di dissiparlo attraverso lo smorzatore. 

    Con sospensione attiva si intende quindi un organo meccanico che gestisce il moto relativo della vettura rispetto al suolo grazie alla presenza di un motore in grado di regolare la distanza tra abitacolo e asse della ruota (e di conseguenza, dal pavimento stradale). Da questa semplice descrizione è possibile fare delle considerazioni piuttosto immediate. 

    L’innovazione in questione, di questo grado di avanzamento, è attualmente destinata solo ad automobili di un livello qualitativo superiore, ed uno dei motivi è piuttosto immediato: dover sostituire a quattro componenti passivi altrettanti componenti dotati ciascuno di un motore indipendente comporta un costo decisamente consistente. Per quanto però questo salto di qualità sembri essere particolarmente oneroso non è di certo quello che incide con maggior rilevanza sull’esclusività della tecnologia, per comprendere questo basta pensare ad un termine appena utilizzato, ovvero “indipendenza”. 

    I quattro motori devono essere gestiti indipendentemente, per farlo è necessaria l’installazione di un vero e proprio computer di bordo dedicato. Una centralina elabora e calcola gli allungamenti degli attuatori dopo aver analizzato le informazioni raccolte da sensori collocati strategicamente al fine di scansionare lo scenario di guida nei più piccoli dettagli, tenendo conto di ostacoli come buche o dossi, il tutto ad una frequenza di 18Hz, ovvero 18 “correzioni” al secondo. 

     

    I sensori delle sospensioni attive

     

    La complessità nel garantire il corretto funzionamento di un sistema così preciso dal punto di vista informatico, fa quasi passare in secondo piano la meccanica che si basa sul singolo attuatore. Esso è composto da un motore elettrico in grado di applicare una coppia pari a 1100 Nm su un puntone in titanio che tramite una filettatura è in grado di trasformare cinematicamente la rotazione in una traslazione verticale. È chiaro che, in questo nuovo sistema di approccio alla sospensione, i componenti caratteristici quali molla e smorzatore non sono stati eliminati del tutto, la loro presenza risulta comunque fondamentale al fine di garantire elasticità alla struttura.

    In sintesi, il concetto di “sospensione attiva” racchiude al suo interno lo sfruttamento e l’ottimizzazione delle sinergie della nuova e della vecchia tecnologia, avente come obiettivo la massimizzazione delle prestazioni fornite da entrambe le protagoniste. Questa efficienza costruttiva ha visto una prima concretizzazione nel 2018 in occasione della presentazione e commercializzazione dell’Audi A8, fino a raggiungere livelli di perfezione nella solita Mercedes Classe S, soprannominata da sempre “L’ammiraglia”, nella sua ultima versione, presentata nell’appena concluso 2020.

    Se si ha avuto la fortuna di provare l’esperienza personalmente, ci si è indubbiamente resi conto della sensazione di leggerezza che si prova durante l’avanzamento di automobili di questo calibro, quasi come se non ci si muovesse su una strada, inevitabilmente provvista delle sue imperfezioni, ma sul pavimento di un centro commerciale, perfettamente liscio e livellato. Questa sensazione non è altro che il risultato del funzionamento di tali sospensioni e della capacità che hanno nell’isolare letteralmente la struttura dell’automobile dall’ambiente circostante. Una conferma più analitica di quanto descritto la si può osservare nel grafico seguente, ottenuto da una simulazione numerica in Simulink, nella quale l’obiettivo era proprio quello di confrontare i disturbi trasmessi allo chassis da un sistema a sospensioni passive (curva azzurra) rispetto alle sospensioni attive (curva gialla). 

     

    Figura 1: Asse X – avanzamento su un qualsiasi manto stradale sconnesso (simulato casualmente)             Asse Y – accelerazioni verticali trasmesse allo chassis

     

    Una ulteriore garanzia di vetture come quelle in esame è la sicurezza, migliorata ulteriormente grazie all’impiego di queste sospensioni, in particolare, in relazione agli incidenti causati da impatti laterali. Dal momento in cui i sensori laterali percepiscono l’avvicinamento di corpi materiali ad una velocità pari o superiori a 25 km/h, la centralina comanda un innalzamento impulsivo della fiancata di una quota pari ad 8 cm. Questa quantità è sufficiente a garantire che una buona parte dell’energia dovuta all’urto si scarichi sulla parte inferiore del telaio della struttura, che risulta essere la più rigida, limitando le sollecitazioni subite dai passeggeri della vettura di circa il 50% in zone particolarmente critiche come petto o cranio. 

    L’incipiente diffusione di una tecnologia così complessa la rende ancora un bene d’élite, ma a fronte dei grandi benefici che questa è in grado di apportare, sembra anche inutile affermare che sarà ampiamente sviluppata e migliorata in futuro, in modo da renderla accessibile a chiunque e rendere sempre più sicuro e gradevole lo spostamento su terra. 

    A cura di Lorenzo Campioni del VGen Engineering Hub

  • HALO: La sicurezza prima di tutto… anche a 330 km/h

    HALO: La sicurezza prima di tutto… anche a 330 km/h

    In ambito tecnologico-industriale garantire la sicurezza di tutti gli operatori è una priorità. Nel settore Motor sport qualche anno fa è stato introdotto il sistema Halo.

    Si tratta di una struttura in lega di titanio posizionata al di sopra dell’abitacolo, in modo da proteggere la testa del pilota. Tale sistema ha rivoluzionato notevolmente l’aspetto delle monoposto e, come in tutti gli ambienti tradizionalisti, il cambiamento non è stato ben accolto in un primo momento; complice il fatto che la barra verticale ostacola in parte la visione del pilota.

    Diverse vicende in cui il sistema HALO si è rivelato fondamentale hanno portato la FIA (Federazione Internazionale Automobilismo) ad includere la struttura obbligatoriamente su ogni monoposto dal 2018 sia in Formula1 che in Formula2. Tra le vicende più note vi sono quella che coinvolse Charles Leclerc e Fernando Alonso nel 2018, e l’incidente che ha visto Romain Grosjean impattare il guard-rail con la parte anteriore della monoposto. In quest’ultimo episodio la presenza dell’Halo ha permesso di evitare qualsiasi contatto tra il metallo e il pilota che fortunatamente ha riportato soltanto lievi ustioni.

    L’Halo è composto da tre elementi: la barra verticale, il diadema centrale e le ali laterali che si collegano alla scocca posteriore della macchina, costituendo così un doppio arco a tre cerniere, notevolmente stabile dal punto di vista strutturale.

     

     

    • ASPETTO STRUTTURALE:
    • Il materiale in questione è un Titanio Grado 5 6Al4V e possiede un modulo elastico di ca. 120 GPa a pari di una densità 4.429 g/cm³, confrontandolo con un acciaio che ha un modulo elastico di 210 GPa e una densità di 7,5-8,0 g/cm³.Il primo aspetto negativo da considerare naturalmente è l’aumento di peso. Trattandosi di una struttura piena si raggiungono circa i 15kg di peso, che in ottica di performance costituisce un vero e proprio problema. La struttura in sé è in grado di sopportare carichi eccezionali, superiori alle 5 tonnellate. Non c’è da meravigliarsi se il sistema riesce a proteggere il pilota da un impatto tra due vetture ad alta velocità.

     

    Diverse soluzioni aerodinamiche per minimizzare le perdite

     

     

    • ASPETTO AERODINAMICO:
    • Rispetto alle monoposto precedenti, dal punto di vista aerodinamico il sistema HALO comporta una perdita piuttosto rilevante. In particolare, l’anello riduce la quantità d’aria destinata al canale di raffreddamento del motore (ovvero la cavità posizionata sopra la testa del pilota) e interrompe il flusso verso l’alettone posteriore (il quale genera la deportanza del veicolo). Per minimizzare al più possibile le perdite, i team di ingegneri di ciascuna scuderia hanno sviluppato profili più aerodinamici possibili, introducendo flap, deviatori di flusso, fino alla sovrapposizioni di più profili ad anello.

     

    A cura di Alessio Capone ed Alessandro Celli del VGen Engineering Hub

  • Vetri fotovoltaici: una finestra sul futuro

    Vetri fotovoltaici: una finestra sul futuro

    Il periodo che stiamo vivendo è ricco di sfide. La salvaguardia del pianeta è una di queste. Quale modo migliore per perseguire questo obbiettivo se non una tecnologia che racchiude innovazione, energia pulita e funzionalità?  

    Stiamo parlando dei vetri fotovoltaici: tecnologia diventata interessante nell’ultimo periodo. Con essi si possono sostituire i tradizionali vetri con pannelli vetrati in grado di convertire la luce incidente e/o diffusa in energia elettrica. Essi si integrano perfettamente nella struttura di un edificio, diventando a tutti gli effetti elementi strutturali. Questa caratteristica è molto importante: infatti la tendenza attuale per i palazzi e i grattacieli è quella di progettare l’involucro esterno ricoperto da pareti vetrate. Questa scelta, causa consistenti dispersioni e abbassa vertiginosamente l’efficienza energetica dello stabile.

    Questa nuova generazione di vetri renderebbe possibile ovviare a questi problemi generando energia elettrica utilizzabile per la climatizzazione dell’edificio tramite le pompe di calore reversibile sia in inverno che in estate, nonché limitando la penetrazione dei raggi solari in estate grazie all’ombreggiamento.  

    La grandezza e il numero delle celle fotovoltaiche presenti determina le diverse configurazioni dei vetri. Queste possono essere singole, così da avere un vetro più omogeneo e con minore ombreggiamento, oppure agglomerate con geometrie disparate.  

    Guardando al futuro, sono in fase di studio pannelli vetrati a concentrazione tramite nanoparticelle, capaci di convogliare la radiazione solare verso le celle fotovoltaiche. I vetri fotovoltaici a concentrazione sono vetri che raccolgono la luce solare e la direzionano verso strisce di celle solari poste ai bordi degli stessi. Sono detti “a concentrazione” perché, come i pannelli fotovoltaici a concentrazione, hanno bisogno di una superficie di celle fotovoltaiche ridotta rispetto a quella di raccolta della luce, che è data dall’intera estensione della lastra di vetro. Si possono raggiungere addirittura fattori di concentrazioni elevati che variano dai 40X ai 100X, a seconda della tecnologia di concentrazione impiegata.

    La tecnologia a nanoparticelle invece concentra solo la luce visibile e ultravioletta ma non il calore (che riduce le prestazioni delle celle convenzionali) su sottili strisce di celle al silicio poste ai bordi del pannello, cioè dove nei normali pannelli solari opachi ci sarebbe la cornice di alluminio. Per dirigere la luce verso il bordo del modulo, in questa particolare implementazione viene usata una combinazione di pigmenti fluorescenti e di nanoparticelle. Rispetto ai classici pannelli al silicio, questi non necessitano di luce diretta ma lavorano con la luce diffusa ed utilizzano solo 1/5 del silicio, addirittura solo 1/10 nei modelli che impiegano celle multigiunzione ad alta efficienza. Inoltre, hanno una potenza elettrica notevole, comparabile ai pannelli fotovoltaici convenzionali, e raggiungono un’efficienza di conversione della luce in elettricità del 20%, ben più grande delle tecnologie tradizionali. A tal proposito in futuro vedremo implementati questi pannelli in versione vetro (trasparente), in modo da essere utilizzati al posto delle vetrate nei grandi edifici.  

    Un’altra prospettiva invece sfrutta l’utilizzo di lenti Fresnell, con le quale si riescono ad ottenere valori di concentrazione di un ordine di grandezza superiore rispetto alle lenti tradizionali (500X). Grazie a questa capacità, abbinata a dispositivi che permettono al pannello di inseguire la sorgente luminosa, si possono ottenere alti valori di efficienza di conversione energetica. Da sottolineare che in quest’ultimo caso non si parla più di vetri solari ma di classici pannelli, che, data la loro compattezza, hanno il vantaggio di poter essere installati molto più facilmente 

    Sono numerosi i progetti architettonici intrapresi che integrano nella struttura dell’edificio i vetri fotovoltaici¸ per esempio il pergolato del Tanjong Pagar nel centro finanziario di Singapore e il Dubai Frame, palazzo con peculiare struttura a rettangolo che ricorda una foto incorniciata, situato nel parco Zabeel a Dubai. 

    A cura di Roberto del Bo del VGen Engineering Hub

  • Employer Branding sui Social in trend | Live webinar

    Employer Branding sui Social in trend | Live webinar

    LIVE WEBINAR

    Employer Branding sui Social in trend

    TikTok, Clubhouse e Twitch, vale la pena esserci?

    Martedì 30 marzo ore 18:30

    TikTok, Twitch e Clubhouse

    Come le aziende dovrebbero utilizzarli per fare Employer Branding tra le nuove generazioni?

    Sono i social più scaricati del momento, in particolare dalla Generazione-Z. Tutte le più importanti aziende si stanno chiedendo se valga la pena investirci in termini di Employer Branding Brand Awareness.

    Ma vale davvero la pena esserci? E quali sono i risultati attesi?

    Di questo e di casi studio reali parleremo nel prossimo live webinar targato VGen.

    speaker e agenda

    SARA GIGLIOTTI

    Talent Acquisition & HR Project Manager @Haier Europe

    FEDERICO ROGNONI

    TikTok Consultant & Creator and Social Media Manager

    arianna-chieli

    ARIANNA CHIELI

    Content Strategist & Influencer Marketing

    AGENDA

    18:30 – 18:40 | INTRODUZIONE – Riccardo Madrigali (VGen)

    18:40 – 18:50 | IL FUTURO DELL’EMPLOYER BRANDING – Sara Gigliotti

    18:50 – 19:00 | COME CAMBIA IL RAPPORTO TRA L’AZIENDA E I PROPRI SEGUACI (EMPLOYEES E CONSUMATORI) – Arianna Chieli

    19:00 – 19:10 | TIKTOK, TWITCH E CLUB HOUSE: COME FUNZIONANO E COME ATTRAGGONO LE NUOVE GENERAZIONI – Federico Rognoni

    19:00 – 19:10 | Q&A

    Moderatore: Gaia Alaimo (Your Millennial Mentor)

    Le prenotazioni per questo evento sono chiuse!

  • Lavorare in una multinazionale Tech – Incontra IBM

    Lavorare in una multinazionale Tech – Incontra IBM

    Scopri IBM e i percorsi di carriera adatte a te!

    5 speaker provenienti dal mondo IBM presenteranno le opportunità di carriera, i valori e il futuro della multinazionale leader dell’innovazione da oltre 100 anni.

     

    Live webinar gratuito con possibilità di interagire con gli speaker.

    TEMI & SPEAKERS

    Introduzione a IBM  – Monica Forbice

    Primi passi verso IBM – Elisabetta Dal Maso

    I valori di IBM – Floriana Ferrara

    Tecnologia IBM – Vittorio Carullo

    Testimonial – Najla Said

    PARTECIPA

    Per partecipare compila il seguente form. Riceverai una mail con le istruzioni su come partecipare alla live.

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