WOVEN CITY: un nuovo modo di vivere il quotidiano

Il mondo in cui viviamo ci mette di fronte a forti cambiamenti per rendere tutto ciò che ci circonda più sostenibile e ad avere sempre più un occhio di riguardo per l’ambiente. Questo impone ad ognuno di noi di cambiare parte dei nostri comportamenti ed adattare di conseguenza la nostra routine: utilizzare di meno la macchina per gli spostamenti, controllare di aver spento la luce dalla stanza da cui si è usciti e molti altri “piccoli” accorgimenti. Cosa succederebbe se tutto questo fosse risolto dal posto in cui viviamo? 

Il prototipo delle smart city è qui per rispondere alle nostre esigenze, ma di cosa si tratta? Ecco a voi: Woven city

 

Woven City alle pendici del Monte Fuji

 

È un progetto del colosso automobilistico Toyota Motor. Sulla base del piano urbanistico disegnato dall’architetto danese Bjarke Ingels, sorgerà alle pendici del Monte Fuji sulle ceneri dell’ex stabilimento del colosso giapponese Higashi-Fuji chiuso a fine 2020.  

La città del futuro, pensata tenendo a mente i diciassette obiettivi fissati dalle nazioni unite, unisce al suo interno nuovi metodi riguardanti la mobilità, la domotica, l’autosufficienza energetica, senza trascurare la sfera interpersonale umana. Il tutto immerso nel verde, le case saranno costruite con tetti ricoperti di pannelli fotovoltaici e l’intero nucleo urbano sarà sviluppato affinché le azioni di tutti i giorni siano rese più semplici grazie all’aiuto di robot automatizzati. Tutto l’ambiente domestico è dotato di sensori, i quali permettono inoltre di monitorare la salute degli inquilini. 

Grazie all’installazione massiccia di energia fotovoltaica e all’utilizzo di celle a combustibile a idrogeno, questa smart city è in grado di soddisfare la domanda di energia elettrica di tutti i suoi abitanti.  

La mobilità è ripensata sulla base del concetti di “città dei 15 minuti” e non solo. Saranno presenti percorsi divisi per tipologie di spostamento: velocità media, che verranno calcati da veicoli a guida autonoma; velocità ridotta, adibiti alla micro-mobilità personale ed infine quelli pedonali. Oltretutto le merci non verranno più dislocate esclusivamente tramite mezzi di superficie, bensì tramite percorsi sotterranei con sistemi di movimentazione anch’essi automatizzati e senza bisogno di personale umano alla guida. 

La componente umana, coccolata da queste tecnologie, non viene trascurata neanche quando si parla di pubbliche relazioni, infatti sono stati pensati luoghi di ritrovo all’interno dei quartieri, nonché un parco di grandi dimensioni nel centro dell’innovativo complesso. Queste accortezze derivano dall’idea per cui l’incontro e la circolazione di idee è un punto focale per la creazione di ulteriore valore aggiunto.  

 

Concept di uno spazio comune della smart city del futuro

 

Una particolarità risiede nello studio di progettazione fatto per la realizzazione del complesso: non essendo mai stata costruita una realtà simile, ne è stata realizzata una versione interamente in formato digitale. Questo approccio ha permesso di risolvere problemi connessi, per esempio, alla luce del sole, la quale non sarebbe stata abbastanza con l’altezza dei palazzi originaria, facendo risparmiare una considerevole quantità di risorse economiche e temporali. 

Insomma, non si può dire altro se non che, senza dubbio, questo modello di ambiente cittadino rappresenterà un trampolino di lancio verso nuovi orizzonti nell’urbanistica, nonché nella modernizzazione fisica del nostro pianeta.

A cura di Roberto Del Bo del VGen Engineering Hub