Luigi, perché avete voluto partecipare a questo evento?

Sostenere l’innovazione è la nostra missione. Consulenza e Risorse nasce come società di consulenza sulla finanza agevolata per sostenere i progetti di ricerca e sviluppo delle imprese. Col tempo, poi, ci siamo focalizzati sempre di più sull’innovazione digitale, forti di una competenza acquisita negli anni a fianco delle imprese che hanno scelto i nostri servizi e con le quali siamo cresciuti insieme, tra queste: Brum Brum Spa, Userbot, Banca Farmafactoring. Appuntamenti come questo sono importanti per tutti: per le start up in cerca di supporto e notorietà, per le aziende più strutturate come noi che trovano qui un momento confronto e spunto importante sui temi dell’innovazione, per gli studenti, che prendono ispirazione dalle start up e integrano la loro formazione universitaria.

 

Come, secondo lei, è opportuno sostenere l’innovazione e il lavoro delle start up in Italia?

I network come VGen, che mettono insieme Business Angels e start up sono fondamentali. Così come gli incubatori e tutte quelle realtà “open” che creano un link tra mondo della ricerca e mercato attraverso l’innovazione, dando alle start up mezzi economici per sostenerla.

Noi, da parte nostra, cerchiamo di offrire quanti più strumenti possibili alle start up: monitoriamo opportunità di finanziamento e agevolazioni fiscali disponibili, facciamo scouting di soluzioni finanziarie innovative che possano dare un buon cashflow alla crescita della start up e allo sviluppo e go-to-market dell’idea; mettiamo a disposizione le competenze dei nostri consulenti su alcuni settori specifici come blockchain e fondi europei. Tutto l’ecosistema dell’innovazione svolge un ruolo fondamentale a sostegno delle start up, e anche noi ne facciamo parte perché orientiamo tutti i nostri sforzi a creare per le imprese innovative una organizzazione finanziaria che sia sostenibile nel tempo, creando una struttura stabile per la crescita.

 

Quali sono i prossimi progetti di Consulenza e Risorse?

Nell’ultimo anno ci siamo concentrati molto sulla Blockchain, una tecnologia che sta rivoluzionando il mondo del business e che non potevamo non trasmettere ai nostri clienti. Su questo siamo impegnati sia sul lato formazione (il prossimo workshop in arrivo è il 4 giugno a Pescara, e presto annunceremo una importantissima novità sul tema blockchain) sia sul lato sviluppo di impresa: insieme a un gruppo di selezionatissimi professionisti, infatti, stiamo creando noi stessi una start up innovativa che si occuperà di sviluppare progetti e POC nel mondo della blockchain.

Siamo in fase di beta test con Rendiko™, un’applicazione che dà una risposta rapida e affidabile alle aziende in cerca di finanziamenti e, una volta ottenuti, li aiuta a rendicontare le spese. È uno strumento utilissimo che si affianca al nostro lavoro consulenziale e che siamo certi otterrà grande apprezzamento sul mercato.

 

Alcuni dicono che l’Italia sia la nuova Silicon Valley. Qual è la sua opinione in merito?
Come è stato per Israele, credo che trasformare un paese nella nuova Silicon Valley sia un processo lungo, e ci voglia ancora qualche anno. Tuttavia, mi sembra che in Italia si stia facendo un buon lavoro: l’ecosistema dell’innovazione funziona attorno a dei grandi player che fanno network e di fatto finanziano molte start up (incubatori, fondi VC e Business Angels, eventi come ScaleIT). Il governo da parte sua ha messo in piedi diverse misure agevolative (qui si può scaricare la nostra guida agli incentivi del Mise), le università si stanno aprendo a nuovi programmi didattici e a iniziative di open innovation che speriamo creino sempre più link tra il mondo della ricerca e il mercato.

Credo che rispetto alla Silicon Valley, avendo in Italia meno risorse economiche (i round di finanziamento sono decisamente inferiori rispetto ad altri paesi) fare impresa sia più complesso.

 

In tanti dicono che Milano sia il motore dell’innovazione. C’è posto per il Sud nel futuro del nostro paese? E per le startup?
Il sud ha molti problemi e difficoltà che fanno fatica ad attenuarsi, ma ha anche tanta energia positiva e teste pensanti in grado di produrre aziende e soluzioni interessanti.

Penso a realtà come Innovalley, che porta avanti in Abruzzo un programma di digital transformation dedicato alle aziende e di accelerazione per le start up, imprenditori come Roberto Padulo, di Campobasso, che sta investendo per realizzare un hub per le start up innovative e fornire loro servizi ad alto valore aggiunto, finanza e ospitalità nella foresteria. Ma anche all’associazione professionisti Blockchain, che partendo da Pescara sta facendo un grande lavoro di evangelizzazione sul tema.

Noi lavoriamo sempre con un occhio rivolto al sud perché non c’è sviluppo se il paese continua a viaggiare a due velocità diverse.